venerdì 23 dicembre 2016

Quando i poveri diventano un pezzo della tua famiglia

Giulia Ruffini, 22 anni, romana della Montagnola, quarto anno di Giurisprudenza alla Luiss, è stata l’anno scorso a uno dei pranzi di Natale della Comunità di Sant’Egidio. Uno dei moltissimi dove l’accoglienza si mescola con l’allegria. Giulia ci sarà anche questo 25 dicembre. A far scattare in lei la scintilla della solidarietà era stato un volantino. C’erano foto di senza dimora sorridenti, circondati da giovani con chitarre e un numero di telefono per informazioni.
Giulia aveva chiamato quel numero, un po’ titubante. Voleva anzitutto capire, non sapeva ancora dove avrebbe portato quella telefonata. Il suo aiuto serviva davvero? E scopre che sì, ciascuno di noi può fare qualcosa. «Un giorno che non dimenticherò facilmente», ricorda oggi. All’inizio, il suo compito è andare a portare un pasto caldo a chi non lo ha: «In poco tempo ho scoperto una città sommersa. Anche se sono sempre vissuta a Roma, non conoscevo la mia città. Ma soprattutto ho capito che anche io avrei potuto fare qualcosa per renderla migliore». Da allora, ogni settimana, Giulia prepara con i suoi amici la cena itinerante degli universitari di Sant’Egidio nei quartieri Nomentano e San Lorenzo. Visite frequenti, feste di compleanno, ma anche battaglie per chi è più solo e senza protezione. E a Natale si fa una grande festa: «È il pranzo più bello dell’anno, che tutti attendiamo con impazienza», prosegue Giulia che il 25 dicembre si siederà a tavola con questi suoi amici: i poveri che oramai sono diventati un pezzo della sua famiglia.



lunedì 12 dicembre 2016

Un'icona tattile per gli anziani ciechi del Sant'Alessio

L'icona tattile
Sono passati alcuni mesi da quando C. disse: "Grazie per la bella descrizione di questa icona, ma la posso vedere? Posso toccarla?". Si riferiva all'immagine del volto di Gesù, dipinta su di un'antica icona custodita all'interno della chiesa di Sant'Egidio a Roma, che quel giorno era stata descritta agli anziani ciechi del Centro Regionale Sant'Alessio - Margherita di Savoia a Roma. 
C. è una donna anziana, cieca dalla nascita che fin da bambina ha vissuto in istituto proprio a causa della sua cecità. La sua non era una domanda banale, ma la richiesta profonda e concreta di sentire vicino a sé quel volto amico a cui tendere lo sguardo e le mani. 
Questa semplice domanda ci ha interrogato e molti in questo tempo hanno dato il loro contributo affinché si potesse realizzare un'immagine tattile, simile nei lineamenti a quella dell'icona custodita della chiesa di Sant'Egidio, che è stata realizzata incidendo il legno in due formati. Di quello tascabile che presenta un lato in rilievo ed uno con l'immagine per vedenti, sono state realizzate molte copie per essere donate agli ospiti dell'istituto. L'icona ha quindi fatto il suo ingresso nella chiesa del Sant'Alessio per essere benedetta, accolta con gioia dagli anziani  ciechi ed ipovedenti che insieme agli amici della Comunità di Sant'Egidio hanno pregato per i poveri. 
La preghiera con gli ospiti del "Sant'Alessio"
Un segno concreto di amicizia e misericordia in questo tempo di Avvento che ci avvicina al Natale, così come don Francesco Tedeschi ha ricordato nella sua predicazione: "Il Natale è rivelazione dell'amore di Dio....benedicendo questa immagine che non solo si potrà vedere, ma anche toccare, Dio si fa vicino. Prendere questa icona nelle nostre mani è un po' come prendere fra le nostre braccia il bambino Gesù. La vicinanza di Dio che si fa bambino non è qualcosa di illusorio e quando si fa vicino il cuore si allarga". Al termine della preghiera le icone tascabili sono state portate a tutti coloro che per motivi di salute sono rimasti nelle loro camere e non hanno potuto raggiungere la chiesa dell'istituto, per far giungere anche a loro la benedizione invocata durante la preghiera "Possa il Signore, che oggi ci contempla da questa immagine del Suo volto che si rende tangibile, accogliere tutta la nostra debolezza per allargare il nostro cuore".

Enrico Guastaferro


martedì 6 dicembre 2016

Il pranzo di Natale di Sant'Egidio è un presepe vivente - GUARDA IL VIDEO

Natale si avvicina e si prepara il presepe: lo facciamo anche noi: ma le statuette sono amici, che, in tutto il mondo, partecipano al pranzo di Natale della Comunità di Sant'Egidio.



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