lunedì 26 settembre 2016

Chi sono i poveri? La porta santa per arrivare a Dio

«Chi sono i poveri? La porta per arrivare a Dio. Sono la più santa delle porte sante». Così ha affermato José Tolentino Mendonça, teologo e scrittore portoghese, intervenendo al panel "Religioni e poveri" durante l'incontro "Sete di Pace" ad Assisi. Il teologo portoghese si è interrogato sull'«immenso patrimonio spirituale che nasce dall'amicizia con i poveri» e ha osservato che i poveri insegnano l'ascolto e l'accoglienza e mostrano la presenza di Dio. E poi ha raccontato una storia. C'era una volta un uomo devoto che, nella sua preghiera, chiese a Dio una cosa smisurata...

venerdì 9 settembre 2016

Va', dona la vita! Un libro sulle tre missionarie italiane uccise in Burundi

Nella notte tra il 7 e l'8 settembre 2014 tre religiose italiane, Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernadetta Boggian, vennero uccise nella loro casa alla periferia di Bujumbura, in Burundi. A due anni di distanza, il volume Va', dona la vita! Storia, parole, morte di tre missionarie saveriane in Burundi, a cura di T. Caffi, EMI, Bologna 2016, ne ricostruisce la vicenda umana, sintetizzata da una frase di Olga Raschietti: «Una missionaria muore volentieri nella sua terra di missione. E poi a me basta esserci, anche se non potrò fare tante cose». 
Pubblichiamo di seguito alcuni brani della prefazione di mons. Matteo Zuppi al volume: 
«Nel piccolo Paese "cuore dell’Africa" vi sono state testimonianze straordinarie di come la fede può aiutare a contrastare la logica della violenza, spezzandone la catena, seminando amore. [...] Non sappiamo, a due anni di distanza, se la morte violenta delle missionarie saveriane Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian abbia a che fare con le tensioni che attraversavano il Paese. Gli impegni che erano stati presi di cercare gli assassini e di fare giustizia si sono del tutto arenati. Questo libro ci aiuta a comprendere la loro vita di missionarie, svoltasi sostanzialmente tra il Sud Kivu (Congo) e la capitale burundese. Tutta la zona è attraversata da una violenza che supera le frontiere e rappresenta un contagio pericolosissimo. La loro è la testimonianza di donne che hanno dato tutto quello che avevano, che sono rimaste per limitare i frutti amari della guerra e della divisione. [...] Appare evidente, in ogni pagina, che il tratto caratteristico del loro servizio missionario è stato la capacità di farsi uno con il popolo al quale sono state inviate. Si comprende solo in questa luce la scelta di ritornare in Africa, contro quanto potevano consigliare la salute e soprattutto l’età avanzata. Esse sono in realtà la testimonianza di una vita spesa fino alla fine, di una giovinezza del cuore, di una vecchiaia che non smette di avere sogni»

mercoledì 7 settembre 2016

Programmi per l'estate? #RefugeesWelcome in Ostia beach

All'ombra degli ombrelloni dello stabilimento Isola Fiorita di Ostia, con la brezza del mare è arrivata la solidarietà!
Per tutta l'estate un gruppo di rifugiati siriani, giunti in Italia grazie ai Corridoi Umanitari, ha potuto fruire dei servizi dello stabilimento. 

Il dott. Giuseppe Filippone, Presidente della Cassa Mutua di Assistenza e Previdenza per il personale del Ministero dell’Interno che gestisce lo stabilimento, insieme ai suoi collaboratori, hanno risposto prontamente alla richiesta di ospitalità della Comunità di Sant’Egidio. Con simpatia e generosità hanno accolto gli ospiti, felici di poter contribuire al programma dei Corridoi Umanitari. Durante questo periodo, abbiamo più volte affrontato con il personale e i dirigenti le questioni dei migranti e sui viaggi della speranza e soprattutto sulla tragedia della guerra siriana, convinti che “ognuno di noi, può contribuire per alleviare le sofferenze di chi fugge dal dolore. Basta poco! A volte è sufficiente un ombrellone, una sdraio e un bel sole estivo”, donare momenti di serenità ai bambini e alle loro famiglie è stato per noi un modo per contribuire a questo progetto, e siamo stati onorati di avervi potuto aiutare, offrendo quello che potevamo con grande piacere”, ha detto il dott. Filippone.

Con loro gli amici di Sant'Egidio, vecchi e nuovi europei, altri rifugiati giunti ormai da qualche anno nel nostro Paese che gratuitamente si spendono nell'accoglienza.

Mare, sole, sport e simpatia è l'accoglienza generosa che promuove l'integrazione e dona una speranza di futuro oltre la sofferenza della guerra.