mercoledì 23 dicembre 2015

Il Natale a Poggioreale, dove il presepe è in una cella


La vita può ricominciare anche in carcere. Nell'Anno santo della misericordia, è questo il messaggio di speranza, che la Comunità di Sant'Egidio ha portato con il pranzo di Natale nel carcere di Poggioreale. Alla tavola della festa, apparecchiata nella cappella del carcere, 150 detenuti, cristiani e musulmani, insieme a mons. Pasquale Cascio e all'imam Nasser Hidouri, che ha voluto sottolineare il valore dell'amicizia tra credenti di religioni diverse per "unire le forze contro il male che si è manifestato a Parigi". Poggioreale uno degli otto pranzi di Natale, che Sant'Egidio organizza nelle carceri della Campania, cercando di includere tutti i detenuti, anche quelli che non hanno parenti in Italia e quindi non ricevono visite, o quelli ricoverati nei reparti medici.


Guarda il servizio del TGR Campania

lunedì 21 dicembre 2015

In carcere, il senso del Natale e della libertà

Riceviamo alla mail gliamicideipoveri@gmail.com e volentieri pubblichiamo:




Qualche ora senza cellulari né borse né niente. Un'altra dimensione. Tante facce emaciate. Denti marci. Capillari rotti. Tatuaggi. Sguardi nel vuoto. Occhi stanchi. Pelle e vita consumate  Ci sediamo a tavola. Due minuti di conversazione e già conosco il casellario giudiziale della metà dei commensali. 
Con me sono gentili. Uno senza peli sulla lingua: "Io so 'n Casamonica, chi jo da 'n lavoro a 'n Casamonica? Tu mo daresti?". Un altro: "Io sto qua da 18 anni, sai da quanti anni non faccio natale? Da 18". Domande: "Ah, quindi siete della Comunità di Sant'Egidio... ma alla comunità vostra aiutate i tossicodipendenti? Se ci vengo m'aiutate? È 'na vita che tiro avanti col metadone". Continuiamo a mangiare, arriva il panettone, io volevo quello al cioccolato ma mi è capitato ai canditi. M., che - non si direbbe - ma ha alle spalle un omicidio e due tentativi, scambia il suo col mio. Poi non lo mangia, i canditi in realtà non gli piacciono  
Arriva il momento della tombola  "Ah, c'avemo pure a tombola? Me sto a sentì a casa. Dio ve benedica". Un altro più ironico e buontempone: "Se famo tombola vincemo 'a libertà?". Chiamano il numero 92, uno di loro controlla le sue cartelle. Grasso, grosso, cicatrici e tatuaggi, apparentemente rude. Gli faccio notare che a tombola il 92 non esiste, lui, imbarazzato: "E che ne so? Io a tombola non c'ho mai giocato..." 
Poi il karaoke. Spostiamo le sedie nell'altra stanza, qualcuno mi aiuta  Emanuele con una bellissima voce canta "Adesso tu", un altro "Cercami". Nel frattempo un senegalese dal perfetto italiano mi ringrazia commosso per questa giornata. Mi dice che per loro il mondo rimane là fuori, non esistono per nessuno. I tossici fanno schifo. Poi ancora un ringraziamento, nella sua lingua, allora mi abbraccia e ci scambiamo gli auguri. Arriva il momento dei regali, altri ringraziamenti. "Grazie. C'avete fatto uscì du' ore dar carcere". Alla fine, sparecchiando e riassettando, nelle aule scuola dove studiano e dove oggi abbiamo mangiato, leggiamo su un banco "Dove niente ha più un senso. Qui" E un'altra scritta, lasciata da qualche ottimista: "Solo chi ha vissuto il profondo nero dell'abisso può vedere le stelle". Io, che per fortuna nell'abisso non ci sono sprofondata, oggi ho comunque toccato le stelle e trattenuto a forza le lacrime. Proprio lì, a Rebibbia, dove per qualcuno nulla ha più un senso, io ho ritrovato quello vero del natale e della libertà.
Maria Laura Perrone

domenica 20 dicembre 2015

Gli artisti disabili di Sant'Egidio al Festival Mediterraneo dell'Incontro



Il Laboratorio Museo d'Arte Sperimentale della Comunità di Sant'Egidio #amicidisabili #amicisenzalimiti è stato invitato ad aprire il Festival Mediterraneo dell'Incontro, sul tema dei migranti e delle popolazioni rom, promosso dall'Associazione Culturale Etnochoreia, presso l'Auditorium Santa Chiara di Roma. Sono state esposte le opere "Naufragio" e "Kampina" della mostra dal titolo Living Together: l'arte di vivere insieme. Annamaria Cordone, in rappresentanza degli artisti con disabilità della Comunità di Sant'Egidio, parlando della sua opera "Naufragio" ha spiegato di essersi resa conto "che molte volte vivere insieme è difficile. Lo vediamo in questo periodo, con tante guerre e tanti profughi che perdono la vita nei loro paesi e purtroppo anche nei viaggi in cerca di un futuro diverso, come nei terribili naufragi di questi periodi... ma noi nonostante queste difficoltà non vogliamo rinunciare a sognare." Annamaria ci esorta a credere che "un mondo per tutti è possibile, un mondo dove si possa vivere insieme nonostante le diversità." Conclude affermando che "vogliamo continuare a lavorare insieme per realizzarlo nei nostri quartieri, nella nostra città e in tutto il mondo."

Parte dell'incasso della serata è stato devoluto in beneficenza per i pranzi di Natale con i poveri della Comunità di Sant'Egidio.
















venerdì 18 dicembre 2015

A Sant'Egidio, un presepe che unisce e accoglie tutti

In ogni famiglia, prima di Natale, viene il momento in cui preparare il presepe. Anche nella chiesa di Sant'Egidio a Trastevere, in questi giorni si prepara il presepe: Gesù nasce in mezzo ai poveri, i senza dimora, gli anziani, i profughi, i rom, i disabili. Attorno al bambino, a Maria e a Giuseppe ci sono uomini e donne di ogni fede, perché il presepe unisce e accoglie tutti.


Guarda gli auguri di Marco Impagliazzo e di tutta la Comunità di Sant'Egidio per questo Natale della Misericordia. #mercychristmas

mercoledì 16 dicembre 2015

I corridoi umanitari, un accordo di pace per salvare vite umane

Con l’accordo siglato il 15 dicembre tra lo Stato italiano, la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI) e la Comunità di Sant’Egidio si aprono i corridoi umanitari da Marocco, Libano ed Etiopia. Si tratta del primo progetto che, nel pieno rispetto della legge italiana ed europea, mira a contrastare i viaggi della morte.
Potranno ricevere un visto valido per il territorio italiano 1000 persone in situazione di vulnerabilità (donne sole con bambini, vittime di tratta, anziani, persone con disabilità o affette da gravi patologie), cui verrà fornita assistenza legale, ospitalità e accoglienza. Nulla a scapito della sicurezza, dal momento che tutti coloro che transiteranno attraverso i corridoi umanitari saranno identificati e dovranno depositare le loro impronte digitali.
Il programma dei corridoi umanitari – ha detto Marco Impagliazzo – è come un accordo di pace, che salverà tante vite. Ed è un segnale importante che avvenga all’inizio dell’Anno santo della Misericordia”. Il pastore Luca Maria Negro, presidente della FCEI, ha affermato che l’accordo sui corridoi umanitari rappresenta “una buona pratica per l’Italia e per l’Europa” e intende rispondere al precetto biblico dell’accoglienza dello straniero. Per il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese, ha sottolineato il carattere ecumenico del progetto, nato dalla collaborazione tra le Chiese evangeliche italiane e Sant’Egidio, da anni già impegnate nel lavoro di accoglienza e integrazione.
I prime mille beneficiari dei corridoi umanitari verranno accolti dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma e in altre città italiane, mentre la Chiesa Valdese metterà a disposizione alcune strutture di accoglienza in Sicilia, Toscana e Piemonte.

Leggi l'intervista a Daniela Pompei sui corridoi umanitari

mercoledì 9 dicembre 2015

Senza dimora, la Roma della Misericordia domani al funerale di Evasio

Il luogo dove dormiva Evasio.
Si terranno nella parrocchia di Nostra Signora di Coromoto ai Colli Portuensi giovedì 10 dicembre alle 14,30 i funerali di Evasio, l'uomo senza fissa dimora morto la settimana scorsa. Evasio, con la sua simpatia travolgente, aveva conquistato il cuore di tanti abitanti di Monteverde e Portuense. La preghiera che la Comunità di Sant'Egidio ha organizzato in suo ricordo ha raccolto centinaia di persone. Tantissimi parteciperanno domani al suo funerale, che sarà presieduto da mons. Paolo Selvadagi, vescovo ausiliare di Roma Ovest: in una Roma, che è stata macchiata in questi mesi da mafia capitale, sarà al contrario un'espressione popolare di solidarietà e di vicinanza a chi soffre. Perché Roma ha un cuore ed è necessario dimostrarlo all'inizio del Giubileo della misericordia.

lunedì 7 dicembre 2015

Il bene è contagioso: auguri a don Giuliano Savina, parroco milanese amico dei poveri!

Oggi, 7 dicembre, è la festa di sant'Ambrogio, patrono di Milano e grande difensore dei poveri. Per l'occasione il parroco milanese don Giuliano Savina verrà premiato con l'Ambrogino d'oro. L'onorificenza del Comune di Milano gli verrà conferita per il suo lavoro con i poveri di Greco, quartiere alla periferia nord di Milano.
Durante l'Expo don Giuliano ha riadattato i locali del cinema parrocchiale, abbandonati da anni, e grazie al cibo scartato e alla collaborazione di grandi chef ha avviato una mensa. Ora l'Expo è finito, ma la mensa continua ogni sera a dar da mangiare a 90 poveri. Intervistato da Stefano Pasta della rivista "Credere", don Giuliano dice: "E' un premio a tutta la comunità parrocchiale per aver saputo accogliere, ascoltare, guarire le paure e le ansie del quartiere. Tutto questo dimostra come il bene e il bello siano contagiosi. La Chiesa forte non è quella che mostra i muscoli, ma quella che non ha paura perché vive il Vangelo".
A don Giuliano e ai parrocchiani di Santa Maria Goretti, i nostri migliori auguri di #mercychristmas!

Leggi la notizia su "Credere"

venerdì 4 dicembre 2015

In Argentina giovani e anziani verso il #mercychristmas


Si avvicina il Natale, ma in Argentina è primavera! Anzi la primavera è iniziata da poco. Per questo la Comunità di Sant’Egidio e i Giovani per la Pace hanno organizzato una festa speciale per i sessanta anziani della Casa Marin di San Isidro, nel nord del paese. Addobbi e decorazioni, realizzati per l'occasione dai bambini, hanno abbellito il teatro dell'istituto, che ha ospitato il concerto di un'orchestra blues e uno spettacolo di salsa. 

La compagnia di tanti bambini e ragazzi, la musica e il ballo hanno creato il clima giusto per la festa. Tutti gli anziani hanno iniziato a cantare e ballare: anche chi stava in sedia a rotelle si muoveva al ritmo della musica! Molti anziani hanno deciso di mascherarsi indossando cappelli e collane. Un’anziana di nome Anna Maria ha voluto prendere la parola alla fine della festa, esprimendo un profondo ringraziamento che ha commosso tutti.
La festa a San Isidro è solo una delle iniziative dei Giovani per la Pace in Argentina, che si preparano a vivere il Natale della Misericordia. Pochi giorni fa, si è tenuto il Rigiocattolo a Buenos Aires. Dopo alcuni mesi di raccolta dei giocattoli usati e la selezione di quelli in buono stato, la vendita è stata nella Piazza Guemes del quartiere porteño di Palermo. Lì i bambini delle Scuole della Pace hanno distribuito volantini, invitando i passanti a fermarsi e ad acquistare un giocattolo facendo un gesto di solidarietà nel rispetto dell'ambiente. Il ricavato della vendita sarà utilizzato per costruire uno spazio dedicato ai bambini della comunità Com Caia del popolo Mocoví, nella periferia di Santa Fe, dove vivono più di 100 famiglie in condizioni precarie.

giovedì 3 dicembre 2015

Giovani e homeless: più di un'amicizia, un'alleanza. Guarda il video!


La nostra giornalista Giulia Giorgi ha trascorso un'intera serata con alcuni giovani volontari della comunità di Sant'Egidio. Studenti universitari che hanno deciso di donare il loro tempo agli altri.Servizio di Giulia GiorgiRealizzato da Nicola Moruzzi per The Companyforum@mediaset.it
Posted by Forum on Mercoledì 2 dicembre 2015

martedì 1 dicembre 2015

Con Sant'Egidio a Napoli impariamo l'italiano e la lingua del cuore

In un clima di grande festa e simpatia, oltre 500 nuovi europei hanno ricevuto a Napoli i diplomi della Scuola di Lingua e Cultura Italiana della Comunità di Sant’EgidioMolto toccanti sono state le testimonianze di alcuni studenti.
Mohan, dello Sri Lanka, ha detto che la Scuola ha colmato il vuoto che lo accompagnava da quando aveva lasciato la sua famiglia: “In questa Scuola non importa chi sei, da dove vieni, se sei ricco o povero, nemmeno il colore della pelle. Siamo tutti fratelli e sorelle”
Talween, dell’India, ha detto che la Scuola è una grande esperienza di integrazione e di fraternità: “Oggi faccio parte del Movimento Giovani per la Pace. Con altri ragazzi italiani ci incontriamo per preparare i pasti per i senza dimora. Aiutare gli altri mi dà immense soddisfazioni, perché posso ricambiare il tanto affetto che ho ricevuto in Comunità”
Ousmanne, profugo da poco giunto in Italia, ha ringraziato Andrea Riccardi per avere creato nel cuore delle città europee luoghi gratuiti di umanità e accoglienza per chi fugge dalla guerra. Gulnara, di fede musulmana, ha detto: “Sono molto preoccupata per i terroristi che usano il nome di Dio per fare la guerra. Dio infonde pace in tutti. Io sono musulmana e condanno ogni manifestazione di terrore”. 
Cyprian della Nigeria, in compagnia dell’anziano che assiste, ha affermato che a Scuola ha imparato la lingua del cuore e dell’apertura verso chi è debole. 
Alla manifestazione ha partecipato la pastora Dorothea Muller della Chiesa Valdese di Napoli che ha ringraziato Sant'Egidio per l’accoglienza ai profughi e per la comune condivisione del progetto dei corridoi umanitari da attivare nelle zone di guerra.    
Buona parte degli attestati sono rappresentati dai diplomi della Scuola, spesso utilizzati dagli immigrati come titoli per la ricerca di lavoro; 75 sono le certificazioni CELI dell’Università per Stranieri di Perugia, 10 studenti hanno conseguito la licenza di scuola secondaria di primo grado, grazie al protocollo d’intesa sottoscritto con l’I.C. Casanova- Costantinopoli di Napoli.
Alla Scuola sono gemellate varie esperienze scolastiche che in altri luoghi della Campania si prodigano in modo gratuito nell’insegnamento della lingua italiana. Lo scorso anno, grazie alla collaborazione di 19 maestri della Comunità, sono stati attivati 31 corsi gratuiti di lingua e cultura italiana, di cui 18 di base, distribuiti su 6 giorni della settimana.