sabato 31 ottobre 2015

Rifugiati: il coraggio di essere umani

A Rimini, al convegno della Comunità Papa Giovanni XXIII "Il coraggio di essere umani", si parla di rifugiati. Come persone, non come problemi, numeri o quote da spartirsi. E viene rilanciata con forza la creazione di canali umanitari dal Libano e dal Marocco, per impedire - come afferma Andrea Riccardi - che persone già provate dalla guerra e dalla vita nei campi profughi debbano "sopportare l'esame della morte sulla via dei Balcani e nel Mediterraneo". Ha osservato Giovanni Paolo Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII: "I rifugiati devono arrivare in Italia con un volo regolare. Non è più pensabile che rischino di finire in fondo al mare". In questo video Andrea Riccardi spiega la proposta dei canali umanitari, che verrà attuata grazie alle sinergie tra la Comunità di Sant'Egidio, la Comunità Papa Giovanni XXIII e la Chiesa Valdese.



venerdì 30 ottobre 2015

A Genova giovani italiani e stranieri, insieme, per superare la paura

E' iniziato in questi giorni il progetto “Storie di una diversa giovinezza”, promosso a Genova dalla Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale, la Direzione Scolastica Regionale della Liguria e l’Ufficio diocesano Migrantes. Il progetto porterà nelle scuole un gruppo di richiedenti asilo per incontrare gli studenti genovesi.
L'articolo de "Il Secolo XIX"


Hassan ha 19 anni, viene dalla Nigeria e sogna di fare l’infermiere. Sulle spalle porta i segni delle frustate ricevute in Libia, dove lavorava per guadagnare i soldi per i suoi studi e veniva picchiato
perché “nero”, quindi identificabile con la guardia personale di Gheddafi. Negli occhi, invece, si legge il terrore di quando l’hanno spinto su una barca – lui che non aveva mai nuotato – per attraversare il Mediterraneo. Luca ha qualche mese in meno, frequenta la quinta in un liceo genovese e nello zainetto North Face lascia sempre lo spazio per un libro di simulazione di test d’ingresso all’università: il suo sogno è di diventare medico. Cosa hanno in comune Hassan, che ora vive in un centro di accoglienza con una quarantina di africani, pakistani e bengalesi e Luca, con la sua stanza tappezzata di poster in un bell'appartamento di un quartiere residenziale? Come faranno le loro strade ad incrociarsi? A Genova se lo sono
chiesti la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale, la Direzione
Scolastica Regionale della Liguria e l’Ufficio Migrantes che hanno pensato di portare i profughi e le
loro storie dentro le aule scolastiche con il progetto “Storie di una diversa giovinezza”. Per tutto
l’anno scolastico, gruppi di rifugiati ospitati nelle strutture di accoglienza genovesi verranno
accompagnati dai giovani di Sant’Egidio nelle classi delle scuole superiori della città: i migranti parleranno di sé, racconteranno le loro storie, risponderanno alle domande dei ragazzi. “Ci siamo accorti – spiega Elena Arcolao, una delle responsabili del progetto – che uno dei 
problemi della nostra società è la paura. Per i giovani italiani è la paura di un futuro precario, paura del diverso, di chi viene da lontano e noi conosciamo solo tramite una visione superficiale dei
media o l’interpretazione volgare e strumentale di una certa politica. Ma anche, per i giovani
profughi, la paura di chi ha lasciato tutto, ha rischiato di morire in viaggi pericolosissimi e costosi.
La paura di deludere la famiglia che hanno lasciato e ha investito tanto nel loro viaggio. La paura 
della violenza e della guerra che hanno visto e vissuto. Ma l’antidoto alla paura è solo l’incontro, la conoscenza e la vera integrazione e il primo passo è parlarsi e guardarsi negli occhi: per questo abbiamo pensato a un gesto semplice e decisivo, portare questi giovani faccia a faccia, per mostrare
gli uni agli altri che l’altro non è mai un fantasma, ma, spesso, può diventare un amico”. A partire
dalla fine di ottobre, il progetto partirà in decine di classi, nella convinzione che Hassan e Luca
potranno scoprire che, in comune, hanno l’unica cosa che conta: il desiderio di un futuro migliore.

Leggi la notizia da Repubblica.it

mercoledì 28 ottobre 2015

Matteo Zuppi nuovo arcivescovo di Bologna

"Porto la consapevolezza che il Vangelo risponde alle domande degli uomini e che c'è tanta sofferenza che deve incontrare l'olio della misericordia che il Signore ci ha affidato". In un'intervista, monsignor Matteo Zuppi, nuovo arcivescovo di Bologna, si presenta.


martedì 27 ottobre 2015

Universitari di Sant'Egidio: coperte e musica per i senza dimora

Coperte e musica per riscaldare la notte dei senza dimora di Roma. 
E' questa l'iniziativa lanciata dagli Universitari di Sant'Egidio, che la sera del 
29 ottobre invitano colleghi e amici a portare cibo e coperte per chi vive in strada. Saranno coinvolti anche numerosi giovani musicisti, che con i loro strumenti doneranno il calore della musica dal vivo ai senza dimora della zona nord di Roma. 
“La notte della coperta” avrà inizio alle ore 19 presso la basilica di Sant'Agnese, in via Nomentana 349.

Leggi la notizia sul "Corriere sociale"

venerdì 23 ottobre 2015

"Voi siete nel cuore della Chiesa": Rom e Sinti in pellegrinaggio a Roma

Sono passati 50 anni dalla storica visita di Paolo VI al campo nomadi di Pomezia. Era il 26 settembre 1965, la prima volta che un papa incontrava il popolo degli zingari. In quell'occasione, Paolo VI disse: "Voi nella Chiesa non siete ai margini, ma, sotto certi aspetti, voi siete al centro, voi siete nel cuore. Voi siete nel cuore della Chiesa". 
Per ricordare lo storico incontro, gitani da tutto il mondo si stanno recando pellegrini a Roma, su invito del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, della Diocesi di Roma, di Migrantes e della Comunità di Sant’Egidio. Sono attese più di cinquemila persone da Europa, Asia e Americhe. Dal 23 al 26 ottobre visiteranno la città, celebreranno una Via Crucis al Colosseo e una messa nel Santuario del Divino Amore, animeranno un concerto di musica gitana a Santa Maria in Trastevere.
Lunedì 26 ottobre saranno ricevuti in udienza da papa Francesco all'Aula Paolo VI: un momento importante per confermare che il popolo rom è nel cuore della Chiesa.

Detenuti in aiuto dei bambini con le adozioni a distanza

Tutto pronto alla Casa Circondariale di Vercelli, che sabato 24 ottobre ospiterà il concerto dei DMT di Casale Monferrato. L'evento intitolato "Musica e solidarietà: carcerati in aiuto dei bambini" è promosso dalla Comunità di Sant'Egidio a sostegno delle adozioni a distanza in diversi paesi del mondo. 
Sant'Egidio è presente accanto ai detenuti di Vercelli da oltre dieci anni e, con iniziative di questo tipo, contribuisce ad abbattere la barriera che separa il mondo del carcere dall’esterno, il “dentro” dal “fuori”. Così anche a chi, come i detenuti, si trova in una condizione di estrema povertà, verrà proposto un piccolo gesto concreto di solidarietà verso i piccoli, perché non c’è nessuno così povero da non poter aiutare un altro più povero di lui.

Le adozioni a distanza con la Comunità di Sant'Egidio

martedì 20 ottobre 2015

A Tavola insieme: una risposta alla povertà in Calabria



Hanno colpito gli ultimi dati dell'ISTAT sulla povertà in Italia, pubblicati lo scorso luglio: a fronte di una generale diminuzione del fenomeno, l'istituto nazionale di statistica rilevava la crescita della povertà in Calabria, la regione più povera d'Italia. Secondo i dati relativi al 2014, il 26,9 % delle famiglie calabresi vive in povertà assoluta.
La Comunità di Sant'Egidio, che è presente in diverse città calabresi, si è interrogata sulle iniziative da adottare per rispondere alla crescita della povertà. Tra queste, segnaliamo quella che partirà mercoledì 21 ottobre a Soverato, grazie alla sinergia tra Sant'Egidio, il Comune, gli alunni del Liceo Scientifico e grazie alla generosità di un gruppo di ristoratori. Una volta a settimana, verrà offerto un pranzo ad alcune famiglie, colpite più di altre dalla crisi economica. Insieme è possibile affrontare le sfide della povertà.


lunedì 19 ottobre 2015

Sant'Egidio a Genova invita a cena 120 rifugiati al Carlo Felice

Una cena speciale, a base di cous-cous e piatti etnici, è stata offerta sabato scorso a 120 rifugiati dagli Universitari solidali della Comunità di Sant'Egidio. Eccezionale anche il luogo della cena, il celebre teatro Carlo Felice, un simbolo di cultura nel capoluogo ligure. "Tanti pensano ai rifugiati come persone cui dare l'elemosina - spiega Ilaria Ghidotti dell'Università solidale - noi preferiamo pensare a uno scambio di esperienze". In questi giorni gli universitari di Sant'Egidio lanciano anche la campagna #savemigrantssaveeurope. Si legge nell'appello: "Quello delle migrazioni non è un problema ma un fenomeno strutturale. E' arrivato il momento che tutti facciano la loro parte".

Leggi l'articolo de "Il secolo XIX" e guarda il video

mercoledì 14 ottobre 2015

Lingua e cultura italiane fondamentali per l'integrazione

A poche ore dall'approvazione alla Camera della nuova legge sulla cittadinanza, pubblichiamo una bella intervista a Zeinab Ahmed Dolal del movimento "Genti di Pace". "La lingua è fondamentale per integrare". Parola di chi si è integrato!

martedì 13 ottobre 2015

Un vero amico dei poveri: Lorenzo Fragola


"Ho avuto la fortuna di conoscere e di seguire le attività in Sicilia dei Giovani per la Pace della Comunità di Sant'Egidio tanto in termini di accoglienza verso i migranti, quanto di assistenza e calore verso i poveri, verso tutti gli 'ultimi' della nostra società". Con queste parole, scritte sulla sua pagina Facebook, Lorenzo Fragola ha annunciato la decisione di devolvere i proventi del merchandising legato al 1995 Tour alla Comunità di Sant'Egidio e alla onlus "Associazione Autismo Oltre". Il cantautore siciliano scrive: "I temi della pace e della solidarietà non hanno confini fisici o mentali, al pari della guerra e della disabilità". 

Caro Lorenzo, sei giovane, sei bravo... e sei anche un vero amico dei poveri. Grazie!

La pagina facebook di Lorenzo Fragola

giovedì 8 ottobre 2015

Il sorriso non ha barriere. “Made in Sud” nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Il 7 ottobre i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere hanno vissuto un pomeriggio speciale, all’insegna della comicità di “Made in Sud”. A esibirsi davanti a oltre 130 persone, tra cui 40 donne, gli attori del noto cabaret, capitanati dall’irrefrenabile Ciro Giustiniani. Al termine del suo esilarante monologo, l’attore ha sottolineato che “il sorriso non ha barriere” e ha ringraziato la Comunità di Sant’Egidio che, da anni, è vicina ai detenuti con iniziative culturali e solidali: concerti, spettacoli, la distribuzione di generi di prima necessità e il pranzo di Natale. Il carcere di Santa Maria Capua Vetere ospita oltre 800 detenuti, nonostante sia privo di acqua corrente.

lunedì 5 ottobre 2015

Sant'Egidio a Trieste: non dimenticare le morti a Lampedusa

C'è una catena di solidarietà che unisce l'Italia, da nord a sud. Mentre una delegazione del movimento Genti di Pace era a Lampedusa per ricordare il tragico naufragio del 3 ottobre 2013, la Comunità di Sant'Egidio di Trieste si è raccolta in preghiera insieme alla parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù e alcuni nuovi europei, alunni della Scuola della pace e della Scuola di lingua e cultura italiane. Dalla memoria delle vittime dei viaggi della speranza sgorga l'energia per costruire un'Italia accogliente e solidale.