giovedì 28 novembre 2013

La chiave per l'integrazione? La lingua! Festa per i 30 anni della scuola di lingua e cultura italiana di Sant'Egidio

C'è Doina della Romania e Ashley dall'India, c'è Veronica dell'Ecuador ed Antony dalle Filippine, c'è Daniela che ha cominciato questa meravigliosa avventura, ci sono Claudia e Nico, giovani maestri, e Luciana che di anni ne ha tanti ma come maestra non la batte nessuno. Sono solo alcuni dei 1400 studenti immigrati e maestri italiani che riempiono il teatro Brancaccio a Roma per festeggiare insieme i 30 anni della scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant'Egidio. Ci sono le prime studentesse della scuola, allora giovani alunne capoverdiane oggi donne con figli grandi, studenti che hanno frequentato tanti anni fa e altri che hanno cominciato la scuola da poco, ci sono le delegazioni delle scuole di Milano, Napoli, Firenze, Novara e poi di Anversa, di Wuzburg, di Barcellona. Sono qui a rappresentare un popolo di 100mila studenti e di 120 nazionalità che in questi trent'anni hanno imparato la lingua con la Comunità di Sant'Egidio. La Comunità ha cominciato a voler bene agli stranieri ancor prima di conoscerli a partire dalla tragica morte di Ali Djama immigrato bruciato da giovani italiani mentre dormiva, avvolto nelle coperte, nel portico di Santa Maria della Pace, dietro Piazza Navona in pieno centro a Roma. Lo scandalo di quella morte assurda ha aperto gli occhi della Comunità sulla realtà degli immigrati del sud del mondo che cominciavano ad affacciarsi a Roma negli anni '80.
Andrea Riccardi ha ricostruito, insieme alle testimonianze di tanti studenti, la storia straordinaria di questi trent'anni, "l'intreccio delle nostre vite nella costruzione di un mondo nuovo". La risposta a quella morte è stata la scuola di lingua e cultura italiana. Scuola che ha donato a tante donne e uomini immigrati la chiave per aprire le porte del nostro paese; la chiave per per superare il dolore del distacco dai propri affetti, per non rimanere esclusi, per non sentirsi sempre estranei, in una parola chiave per l'integrazione ma anche per costruire insieme nella solidarietà la società di domani. Si chiede Andrea Riccardi: "qual è il segreto di questa scuola straordinaria? Un sorriso, la simpatia: lo spirito di Sant'Egidio non è mai contro qualcuno!" Ed è bella la definizione rivolta agli studenti :" voi siete l'ONU di trastevere!" perché riconosce negli stranieri un valore e non un pericolo da cui difendersi. 
Eccolo allora questo popolo che davvero rappresenta tutto il mondo, festeggiare con simpatia nei giardini di Piazza Vittorio la consegna dei diplomi. Sulle note della musica dei giovani per la pace con un occhio al ballo techno dei giovani filippini si scattano le foto coi diplomi e con i compagni di classe, si scrutano e si confrontano con aria soddisfatta i voti ricevuti già pensando che non ci si può fermare a quel "livello" e che bisogna continuare a studiare e a frequentare questi amici che sono anche la propria famiglia. 

venerdì 22 novembre 2013

A Genova la solidarietà mette il giaccone!

A Genova per il terzo anno consecutivo si ha l’occasione di coniugare shopping e azioni benefiche con l’iniziativa organizzata dalla catena Giglio Bagnara e dalla Comunità di Sant’Egidio. Da ieri fino alla prossima domenica, infatti, all’ingresso del punto vendita di Sestri si può trovare uno stand con i volontari della comunità che raccolgono giacconi usati. E all'ex proprietario verrà consegnato un buono di 100 euro per l’acquisto di un giaccone all’interno del negozio. L’iniziativa ha fatto furore, con le prime code che ieri si sono formate davanti al banchetto. A Sestri c’è chi decide di festeggiare in questo modo una ricorrenza speciale: «Proprio oggi è il compleanno di mio figlio e ne approfitto per portare un mio giaccone e fargli un bel regalo. Fare del bene e fare un regalo al figlio: cosa si può desiderare di più?». Roberta della Comunità di Sant'Egidio spiega: «Grazie allo spazio concesso da Bagnara raggiungiamo un triplice obiettivo: aiutare la comunità, proporre sconti esclusivi a chi decide di partecipare, e portare nuovi clienti a Bagnara". La crisi morde duro, e i nuovi poveri non sono solo più i cosiddetti “barboni”: «Si rivolgono a noi mediamente 25 nuove persone ogni settimana. È una vera e propria emergenza, soprattutto perché si tratta sempre più spesso di persone intorno ai 50 anni di età che fino a poco fa conducevano una vita normale. Poi basta un divorzio, un licenziamento, uno sfratto, e si trova spesso nella strada l’unica alternativa».  Enrico Montolivo, amministratore delegato di Giglio Bagnara racconta: «Noi e la Comunità di Sant'Egidio abbiamo unito le forze, perché la crisi si batte rimanendo uniti!». 



mercoledì 20 novembre 2013

Alla scuola della pace Sofia ha ritrovato la voglia di vivere e di imparare

Sofia è arrivata alla scuola della pace della Comunità di Sant'Egidio in prima elementare: una bambina chiusa e un po' triste. Aveva fatto un anno di asilo in più del normale perché sembrava proprio non volesse imparare niente. Con lei abbiamo conosciuto la sua famiglia: il papà muratore era fuori casa tutto il giorno e la mamma dopo la nascita del fratellino aveva avuto una forte depressione e da due anni non usciva di casa. Alla scuola della pace Sofia ha trovato i giovani per la pace che l'hanno accolta con l'affetto di fratelli maggiori e così ha ritrovato la voglia di giocare con gli altri bambini e la voglia di imparare: è diventata la prima della classe! Per questo ha cominciato ad invitare tutti i suoi compagni alla scuola della pace, il posto dove ha ritrovato la felicità. Ma il regalo più bello Sofia l'ha fatto alla mamma. Alla scuola della pace infatti Sofia ha sentito parlare del Rigiocattolo, la vendita di giocattoli usati con cui aiutare i bambini più poveri dell'Africa, ed ha scoperto che ci sono tanti bambini che non hanno niente e che lei poteva aiutarli. Non ha più smesso di parlarne a tutti e finalmente il giorno del Rigiocattolo la mamma è uscita per partecipare a questo evento che aveva trasformato la piccola Sofia. Oggi Sofia cresce felice e con il cuore aperto agli altri, sempre pronta a darsi da fare per chi è meno fortunato di lei ed è sempre... la prima della classe!

martedì 19 novembre 2013

La crisi / Le crisi. Esposizione di opere dei Laboratori d'arte di Sant'Egidio all'Università Roma Tre

La crisi / Le crisi: è questo il titolo scelto per l'esposizione di dipinti, installazioni, video-opere e testi promossa dai Laboratori d'arte della Comunità di Sant'Egidio e ospitata presso la Facoltà di Giurisprudenza delll'Università Roma Tre (via Ostiense, 161). Le opere in mostra sono state realizzate dalle persone con disabilità che frequentano i laboratori, affiancate da gruppi e associazioni presenti sul territorio, che hanno lavorato sullo stesso tema durante gli ultimi
due anni. «Attraverso diverse forme espressive - spiegano gli organizzatori - le persone con disabilità comunicano in maniera efficace il loro pensiero e il loro sguardo sulla realtà. Ne emerge una lettura originale dell'attuale crisi economica ma anche un'analisi di tante altre situazioni di crisi culturale, sociale, esistenziale, che gli autori descrivono senza indulgere al pessimismo. Al contrario il loro modo di guardare la realtà è spesso percorso da una vena giocosa e (auto)ironica. Così è in opere come La prima crisi, la discordia tra Adamo ed Eva, o nella foto di Maurizio Valentini dal titolo 'No panic', nella quale si intravede una possibile ed emergenziale via di fuga».
Alcune delle opere sono dedicate alla crisi che ha percorso negli ultimi anni la sponda sud del Mediterraneo ed alle cosiddette «primavere arabe», di cui si occupano ad esempio Sergio Ruggeri e Marco Ronci nel loro «Primavere arabe».
L'esposizione è il frutto del lavoro della Comunità di Sant'Egidio, che da decenni è impegnata a fianco di persone con disabilità mentale. Nei laboratori d'arte, diffusi in numerose città d'Italia e d'Europa, le persone con disabilità studiano, comunicano e creano: utilizzando tecniche e materiali diversi cercano e trovano canali comunicativi non abituali giungendo, con la creazione di opere pittoriche ed installazioni, ad una sintesi iconografica del proprio pensiero. Accanto alle opere dei Laboratori d'arte della Comunità di Sant'Egidio, verranno esposti anche i lavori prodotti da: associazione laziale Motulesi, cooperativa sociale Cotrad onlus - Abilando, Obiettivo Uomo, cooperativa Esperanto, centro di riabilitazione Vaclav Vojta, associazione Scuola viva Onlus.


La crisi / Le crisi
Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Giurisprudenza
via Ostiense, 161
18-22 novembre
09.30-18.00

Premiazione delle opere scelte dalla giuria popolare
Venerdì 22 novembre, ore 11.00 - aula 9
È possibile votare sul luogo o sul gruppo Facebook dei Giovani di Sant'Egidio - Roma Tre (https://www.facebook.com/giovanidisantegidioroma3?fref=ts)

venerdì 15 novembre 2013

1000 giovani in marcia per la pace a Veroli e Vallecorsa (Fr)

La scorsa settimana a Veroli e Vallecorsa in provincia di Frosinone più di 1000 giovani si sono dati appuntamento per manifestare la loro voglia di pace. Su invito del Vescovo Monsignor Ambrogio Spreafico e rispondendo alla richiesta di Papa Francesco i giovani di tutte le scuole hanno voluto sfilare attraverso le strade delle loro cittadine con le fiaccole e con palloncini colorati a ricordare l'arcobaleno. Durante la marcia i giovani hanno pregato per la pace, cantato slogan e sventolato disegni con l'arcobaleno. Al termine della marcia è stata liberata una colomba ed  è stato letto l'appello per la pace dei giovani della Comuntà di Sant'Egidio: un invito a coltivare la speranza e a rigettare la cultura del nemico e a costruire un movimento mondiale per la pace e il dialogo. La fiaccolata è solo il primo passo per la costruzione di un movimento più largo nel quale coinvolgere genitori ed insegnanti. E' proprio il caso di dire: alla prossima!!!

mercoledì 13 novembre 2013

Conferenza sulla "primavera araba" e la pace in Medio Oriente

La primavera araba e la pace in Medio Oriente: è stato questo il tema che sabato scorso ha suscitato un notevole interesse tra gli studenti del liceo classico e scientifico “Martino Filetico” e della Ragioneria di Ferentino. L’idea della conferenza è nata dalla collaborazione tra la Preside Valeri e don Paolo Cristiano. A parlarne un ospite che è stato testimone diretto degli avvenimenti di piazza Tahrir al Cairo, il dott. Andrea Trentini, che con la Comunità di Sant’Egidio di Roma da anni si occupa del dialogo con esponenti dell’islam.

Nel suo intervento lo studioso ha sottolineato come la richiesta di cambiamento e di istituzioni democratiche si è diffusa dal Marocco alla Siria proprio a partire dai giovani. La disperazione di uno di loro, un ventenne che ha scelto il gesto estremo di togliersi la vita per protestare contro la dittatura, è stata la miccia che ha innescato i raduni e le manifestazioni. E’ stato un fenomeno inaspettato che ha sorpreso tutti per la rapidità della diffusione, che si è avvalsa di metodi tipici dei nativi digitali, come facebook e twitter. Un’altra caratteristica poco enfatizzata dai media è stata la non-violenza che ha inizialmente contrassegnato molte delle rivolte oceaniche. Raduni che sono stati trasversali ai ceti sociali: adolescenti poveri e marginalizzati si sono ritrovati al fianco di studenti liceali ed universitari, donne con il velo integrale solidali con quelle che seguono i costumi occidentali, tutti animati da una passione frenetica per l’incontro, la discussione, la richiesta ad oltranza di un futuro migliore. Questi movimenti hanno ottenuto obiettivi importanti dai quali non si può più tornare indietro, come il crollo di regimi immutabili in Tunisia ed Egitto. La repressione durissima di altri governanti (come in Siria e in Barhein), l’infiltrazione di fazioni di banditi spesso provenienti dall’estero non possono cancellare l’effetto a lungo termine che tali fenomeni avranno in tutti i Paesi arabi. Alla conferenza, allietata da brani musicali eseguiti da piccoli allievi delle elementari, è seguito un vivace dibattito alimentato da numerose domande degli studenti, dal problema delle armi chimiche al ruolo dei Fratelli Mussulmani. I giovani hanno potuto vivere una mattinata che li ha sicuramente aiutati ad alzare lo sguardo verso un mondo grande e complesso; il silenzio e gli sguardi attenti nell’aula magna sono testimoni della sete di conoscere e anche di impegnarsi per costruire un mondo migliore a partire dalla loro generazione

martedì 12 novembre 2013

Una bella notizia in tempi di crisi! Nasce a Roma l'"Alleanza contro la Povertà"


Nasce a Roma l'"Alleanza contro la povertà" strumento ideato per contrastare in modo diretto la povertà assoluta che colpisce in Italia quasi 5 milioni di cittadini. Associazioni, sindacati, soggetti istituzionali chiedono al Governo di impegnarsi in un piano pluriennale contro la povertà a partire da un reddito di inclusione sociale e dal sostegno e la formazione per l'inserimento nel mondo del lavoro.Famiglia Cristiana
Una bella notizia che nasce dall'unità di intenti di molte realtà italiane che si trovano a fronteggiare quotidianamente la crisi che colpisce in modo particolare i più poveri. Sono i poveri, infatti, a pagare il prezzo più alto della crisi se dal 2005 ad oggi le famiglie in povertà assoluta sono passate dal 4,1 all'8%.