mercoledì 29 maggio 2013

Catania. Un premio alla Scuola della Pace, scuola di amicizia

Premiazione Concorso artistico letterario "Ilaria e Lucia
per l'affermazione di una vita degna di essere vissuta"
Giovedì 23 Maggio i bambini della Scuola della Pace di Catania insieme ai Giovani per la Pace hanno vinto il primo premio del Concorso artistico letterario “ Ilaria e Lucia...per l'affermazione di una vita degna di essere vissuta”, promosso dalla Fondazione “Ilaria Favara e Lucia Messina” in memoria delle due studentesse che nel dicembre 2001, durante un corso di studi a Parigi, persero tragicamente la vita in un rogo.
Il premio, giunto alla sua decima edizione, nasce dalla testimonianza di generosità e di amicizia con tanti bambini, che queste giovani hanno lasciato. Vincitrice del primo premio è stata una storia di amicizia scritta dai bambini della Scuola della Pace.  Di fronte ad un vasto pubblico i bambini hanno raccontato che “la Scuola della Pace è una scuola speciale per tutti i bambini del mondo. E’ una scuola dove non solo si studia ma soprattutto si impara l'amicizia che è  importante perché ci rende felici e non ci fa sentire soli”
Infine dalla Scuola della Pace si è levato un appello: “Tutti potete venire alla Scuola della Pace e insieme possiamo imparare l'amicizia per cambiare il mondo".

mercoledì 15 maggio 2013

Pasquale, anziano e solo, chiedeva solo una cartolina, ma riceve la visita di due amiche di Sant'Egidio

Ieri, su La Stampa, Massimo Gramellini ha pubblicato un appello di Pasquale Bono, anziano e solo, che "non chiede soldi né carezze, che pure gli farebbero bene. Soltanto che qualcuno là fuori si ricordi della sua esistenza" inviandogli gli auguri per il suo onomastico, il prossimo 17 maggio. (LEGGI TUTTO).  Ma non c'è stato bisogno di aspettare così a lungo. E' bastata la lettura del giornale, qualche telefonata di amici di altre città e Valeria e Bianca, della Comunità di Sant'Egidio di Napoli hanno preso la macchina e sono andate a S.Maria a Vico, un Comune del Casertano, a trovare Pasquale.
Ecco cosa ci hanno scritto:


"E' stato un incontro commovente.
La sua "casetta" si trova a due passi dal corso principale del paese, al piano ammezzato di un palazzetto abbastanza moderno. Appena abbiamo citofonato ha aperto la porta di casa e ci ha fatto cenno di salire.
Era in pigiama e quando ci siamo presentate dicendogli che avevamo letto la sua lettera sul giornale si è commosso e ci invitava ad entrare con un gesto della mano e poi indicandosi la bocca ci ha fatto capire che non riesce a parlare: ha avuto un serio ictus 15 anni fa che gli ha procurato un'emiparesi del lato destro, per cui ha il braccio anchilosato, trascina la gamba e appunto non riesce quasi a parlare. Non sapeva che la sua lettera era stata pubblicata, l'ha spedita la settimana scorsa oltre che alla Stampa anche al Mattino e all'Avvenire (che è il suo quotidiano preferito). Nell'ingresso oltre al televisore e alla sua poltroncina c'erano molte vecchie copie di Famiglia cristiana. Ama molto leggere... Conosce quindi la Comunità di Sant'Egidio dai giornali e dalla Tv e ha voluto sapere molte cose di quello che si fa a Napoli, dove siamo ecc. Sul tavolo del cucinino c'era la sua "cena": due piccolissime mele cotte raggrinzite appoggiate su un tovagliolino di carta. Scrive con la mano sinistra con un vecchissimo computer e anche con una Olivetti d'epoca...
E' nato a Procida, ha vissuto a Napoli per qualche tempo, a S. Maria a Vico abita da una ventina d'anni, è divorziato, ha diverse fotografie alla pareti, credo della moglie e della figlia, ma di quelle non ha voluto parlare... Ha solo 64 anni, percepisce unicamente la pensione di invalido civile (250,00 euro), non gli hanno riconosciuto l'accompagnamento perché "mangia e cammina". Siamo andate all'edicola all'angolo  a prendergli una copia dei giornali di cui ci aveva parlato e quando siamo tornate aveva messo un'altra maglia e spruzzato del profumo in casa... Non vede mai nessuno ed esce pochissimo. Al momento di salutarci abbiamo proposto di scambiarci i numeri di telefono per risentirci e lui con tristezza ci ha fatto capire che sarebbe stato inutile dato che non riuscirebbe a parlare al telefono, poi ci ha pensato un attimo e sorridendo ha mimato la scrittura dei messaggi.... certo, poteva scrivere degli sms! 
Il 17 torneremo per festeggiare l'onomastico, e poi il 6 giugno è il suo compleanno, bisognerà fare una bella festa.
E' molto bello che un uomo isolato, malato, che non riesce a parlare, sia riuscito a far arrivare la sua voce a qualcuno! Grazie di averci segnalato la sua lettera."

Valeria e Bianca

martedì 14 maggio 2013

Happy Friends, una cena per sostenere i soggiorni estivi con le persone con disabilità


Solidarietà, amicizia e gastronomia sono gli ingredienti della quinta edizione di Happy Friends 2013.

Una gustosissima cena nella splendida cornice dell’Isola Tiberina, sulle terrazze della basilica di San Bartolomeo, a Roma, domenica 2 giugno dalle ore 20.

Il ricavato della cena sarà destinato a sostenere i soggiorni estivi organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio per le persone con disabilità che avranno luogo nel mese di luglio ad Albano Laziale.

Ottime pietanze, atmosfera suggestiva e...splendido panorama!
La quota minima per partecipare alla cena è di 20 euro.

Affrettatevi a prenotare un posto inviando un'e-mail entro il 29 maggio scrivendo a gliamici@santegidio.org

lunedì 13 maggio 2013

La Comunità di Sant'Egidio di Messina invita a segnalare i casi di anziani soli e bisognosi



Messina: Per alleviare la solitudine di questo popolo silenzioso bastano dei piccoli gesti, come una telefonata, o una visita, o accorgersi di assenze nelle strade o nei luoghi che quotidianamente frequentiamo". Segnalazioni possibili nelle mattine dal lunedì al venerdì allo 090 2008768

La Comunità di Sant’Egidio di Messina è addolorata ed esprime il proprio cordoglio per quanto avvenuto alla signora Livia Prestipino, trovata morta in casa sua dopo una settimana: "E’ un dramma che ci interroga tutti e che rivela l’esistenza della parte più fragile di Messina. La solitudine colpisce molti anziani, che spesso vivono nell’indifferenza della nostra città, ormai dimentica del grande valore della vecchiaia, ma gli anziani esistono e sono in aumento".
"Per alleviare la solitudine di questo popolo silenzioso bastano dei piccoli gesti, come una telefonata, o una visita, o accorgersi di assenze nelle strade o nei luoghi che quotidianamente frequentiamo. Con dei piccoli gesti e uno sguardo attento si possono salvare tante vite. Questa drammatica vicenda che ha colpito tutti noi scuote i nostri cuori affinché fatti del genere non accadano più e ci invita a essere più vigili e a guardare con attenzione, simpatia, preoccupazione le persone anziane che incontriamo".
La Comunità di Sant’Egidio invita chiunque fosse a conoscenza di anziani soli a segnalarlo al Centro anziani Maria Iurato chiamando tutte le mattine dal lunedì al venerdì il numero: 090 2008768.

lunedì 6 maggio 2013

A proposito di bambini rom: una lettera da Milano

I miei amici rom, senza scarpe nè cibo

Mi telefona Florina e mi chiede un  paio di scarpe. Da una settimana non va a scuola perché non ne ha. Vive assieme ai genitori nello scheletro di una fabbrica non terminata.  Ho della frutta in casa, vado a trovarla. Luminita, invece, vive in una baracca con i suoi figli. Albert, sette anni, toglie il quaderno dallo zaino per farmelo vedere. Entra anche Monica, che ha iniziato l'asilo quest'anno. Chi sono questi bambini che vivono in baracche, senza luce, senza riscaldamento, senza acqua e, spesso, con scarso cibo?

Siamo a Milano, periferia est. Queste persone sono i miei amici Rom. Vivono lì perché la loro povertà non consente altro. Unica loro speranza è che le forze dell'ordine non distruggano anche la poca protezione che una baracca può offrire. Incontro  questi bambini e i loro genitori a scuola, li accompagno a fare le vaccinazioni, ascolto le loro storie e i loro  sogni, che sono quelli di tutti noi.

Cara Florina, le scarpe ora non le ho, ma te le farò avere in fretta. Di bambini come lei, Albert e Monica ce ne sono tanti a Milano, arrivano a scuola con addosso fatiche e difficoltà, ma anche con la voglia di farcela. E i loro genitori fanno il possibile perché la "storia bella" della scuola continui. Vogliono che i loro figli siano come tutti gli altri ragazzi.

Sono storie che vanno sostenute, guardando questi bambini con occhi diversi e apprezzando la loro fatica. Storie che, se accompagnate, rendono Milano una città più giusta. E aprono strade di cittadinanza a bambini altrimenti destinati all'esclusione e all'emarginazione. Chi volesse aiutare questi bambini delle baraccopoli milanesi può scrivere a: santegidio.rubattino@gmail.com