lunedì 24 dicembre 2012

Christmas dr. Why: in gioco per aiutare


Roma. Aiutare e divertirsi insieme: questo l'obiettivo della serata organizzata domenica scorsa, per sostenere il Pranzo di Natale con i poveri che la Comunità di Sant'Egidio organizza a Roma e in tanti luoghi del mondo, intitolata "Christmas Dr. Why." 
Gioco-quiz dal vivo più diffuso in Italia, il "Dr. Why" da alcuni anni spopola tra i giovani a Roma. Gli organizzatori del "Dr.Why" hanno accolto l'invito degli Universitari di Sant'Egidio, organizzando un evento speciale in vista del Natale. E' stato così finanziato l'acquisto di generi alimentari e regali per gli ospiti dei diversi pranzi di Natale. Alla serata, caratterizzata da una piacevole competizione, hanno partecipato centinaia di persone con decine di squadre in gara, desiderose di divertirsi insieme e di compiere un gesto di solidarietà.

venerdì 21 dicembre 2012

Una preghiera per strada per ricordare Pablo, che per strada è vissuto ed è morto di freddo pochi giorni fa



Si prega per la strada a Roma, nel quartiere del Pigneto, in ricordo di un amico che viveva per strada, Pablo, indiano di 45 anni morto per il freddo sotto un porticato in via Conte di Carmagnola proprio una settimana fa. 
Pablo era conosciuto in quartiere, dove "abitava" da tempo: molti l’aiutavano e la Comunità di Sant’Egidio gli portava da mangiare. Ma la vita per strada e il clima rigido degli ultimi giorni lo hanno ucciso ancora giovane.
Pablo è morto davanti alla scuola elementare “Giulio Cesare”. Proprio lì,  qualcuno ha deposto questa preghiera, tra i fiori portati dai bambini: “Perdona noi Signore quando giriamo lo sguardo, indifferenti, quando abbiamo paura e CI manca il coraggio. Insegnaci ad amarci come fai tu con noi. Amen”.
Non lontano da lì si sono riunite un centinaio di persone, insieme ai parroci di San Leone I, mons. Vito Di Nuzzo e di san Gaudenzio a Torre Nova, mons. Virginio Biolchini, che hanno ricordato come i cristiani siano chiamati a pregare soprattutto per chi sta in difficoltà,  e ad accogliere i più poveri con il pane dell’amicizia e con l’attenzione concreta ai loro bisogni vitali, vedendo in ogni povero Gesù nato povero. 
Alla conclusione tutti hanno raggiunto in processione il luogo dove è morto Pablo, lasciando un fiore, come memoria e come impegno a fare di più per i tanti che vivono per strada.

giovedì 20 dicembre 2012

Parla di povertà e di solidarietà la Guida per i poveri della Comunità di Sant'Egidio

230 pagine: una piccola guida, formato tascabile, carta lucida per durare un anno nel bagaglio difficile di chi non ha casa, cartine per orientarsi nella mappa della solidarietà di una città come Roma, dove la povertà aumenta, ma anche le risorse di aiuto si sono moltiplicate negli ultimi anni.
C'è tutto questo nella guida DOVE mangiare, dormire, lavarsi, presentata questa mattina nella sede della Comunità di Sant'Egidio, in una affollata conferenza stampa. 
La Guida (che molti chiamano la "Michelin dei poveri"), è giunta alla sua 23ma edizione. Ne verranno distribuite, grazie al contributo di Ferrovie dello Stato, 21.000 copie.
La presentazione, in realtà, è stata l'occasione per "fare il punto" sulla povertà e la solidarietà a Roma. Emerge un quadro per certi versi inquietante -  un dato tra tutti: la percentuale degli italiani tra coloro che frequentano la mensa della Comunità di Sant'Egidio è salita dal 10% al 30% nell'ultimo anno - ma anche l'immagine di una città in cui l'interesse per chi è in difficoltà non è "andato in crisi con la crisi". Mario Marazziti e Francesca Zuccari, illustrando la Guida, descrivono anche il moltiplicarsi della rete di aiuto che fa capo ai centri parrocchiali, ad associazioni di volontariato, a singoli cittadini "di buona volontà". Un segnale importante che fa guardare con fiducia e speranza al futuro.

In questo post, le prime notizie apparse sul web:

martedì 11 dicembre 2012

“Diritto alla scuola, diritto al futuro”. Storia di Alex, bambino rom

Una storia speciale che vorremmo diventasse normale per tanti bambini rom che vivono nel nostro paese.
Alex in Olanda
Alex è nato a Craiova in Romania. E’ arrivato in Italia a tre anni ed ha sempre vissuto in baracca o sotto una tenda subendo una serie infinita di sgomberi. Alex, orfano di madre,  si è iscritto a scuola e negli anni ha frequentato assiduamente sostenuto dagli amici della Comunità di Sant’Egidio e dal papà, analfabeta, che ha sempre creduto nell’importanza dell’istruzione. Alex è stato inserito nel programma “Diritto alla scuola, diritto al futuro” della Comunità di Sant’Egidio con una borsa di studio per bambini rom meritevoli. Alla fine della quinta elementare ha vinto un premio come bambino con la più alta frequenza scolastica. Iscritto alla scuola media “G.B. Valente” ha attirato l’interesse dei professori: bambino timido ed educato, mai aggressivo seppure fra i più poveri del quartiere. Anche la Preside, la professoressa Lauricella, si è affezionata a questo bambino con una grande voglia di imparare. Alex è stato scelto fra i ragazzi meritevoli per uno scambio culturale con una scuola media olandese. Questo ha posto una serie di problemi: economici, di documenti e di abitazione. La borsa di studio ha consentito ad Alex di affrontare il viaggio, grazie al nostro aiuto è stato possibile ottenere un documento di riconoscimento romeno ed infine la Preside si è offerta di accogliere a casa sua sia Alex che il ragazzo olandese venuto in Italia per lo scambio culturale e che non poteva essere ospitato da Alex in baracca! Oggi Alex frequenta il primo anno di un Istituto tecnico a Roma e da qualche mese vive in una casa insieme ad altre famiglie. Una casa vuol dire avere meno paura della pioggia, del freddo, degli sgomberi e la possibilità di poter studiare anche quando fa buio.
Questa storia non è un miracolo ma il frutto dell'amicizia e dell'impegno di tanti che non si sono scoraggiati di fronte alle difficoltà e al pregiudizio.

Queste le parole scritte dalla Preside alla fine della settimana dello scambio culturale:
A casa della Preside con il suo compagno olandese
"Carissimo Alex, come stai? Penso che siamo stati bene insieme, con naturalezza e semplicità. Sei un gran bravo ragazzo e sono sicura che nella vita riuscirai ad ottenere quello che vuoi, perché ne sei capace. Sono orgogliosa di avere un alunno come te, serio e maturo, nonostante le difficoltà che incontri nella tua vita quotidiana. Sei circondato da persone che ti vogliono bene: papà e' una bella persona, attenta ed affettuosa verso voi figli e lo ha dimostrato facendoti fare questa bellissima esperienza; Sandro (Comunità di Sant’Egidio) ti sta vicino e ti da' forza, con la dolcezza che lo distingue. Spero che tu abbia percepito anche il mio affetto e la mia stima. Continua ad essere la persona in gamba che hai mostrato di essere e con ostinazione e fiducia credi che sei tu a gestire la tua vita. Adesso ti bacio e ti ringrazio per avere accettato la mia ospitalità, rassicurandomi con i tuoi sorrisi. Rosamaria"

lunedì 10 dicembre 2012

Solidarietà "senza confini". Continua la collaborazione fra Sant'Egidio e le Dogane


L'Ufficio delle Dogane di Civitavecchia, su autorizzazione dell'Autorità Giudiziaria, ha devoluto in beneficenza tre container di pigiami, 55.648 capi, sequestrati come merce contraffatta. 
Un container è arrivato alla Comunità di Sant'Egidio continuando un rapporto privilegiato con gli Uffici delle dogane che ci consente di aiutare molte persone in difficoltà. Gli indumenti invece di essere distrutti, come prevede la normativa, possono essere distribuiti gratuitamente a chi ne ha bisogno. E' proprio grazie alle dogane che è stato già possibile distribuire migliaia di scarpe, ciabatte tipo crocs, pigiami, felpe, jeans, asciugamani e tanto altro ai carcerati bisognosi, ai senza fissa dimora, agli anziani in Italia e in tanti paesi poveri o colpiti da calamità naturali come il Guatemala, El Salvador, Haiti. 
Trasportare un container non è semplice né economico ma una rete di amici autotrasportatori rende possibile recuperare i container: in questo caso grazie al Consorzio Autotrasportatori di Civitavecchia il trasporto è stato effettuato gratuitamente!


Blantyre, Malawi: quando i giovani ricostruiscono, con la solidarietà, la storia di un Paese....

Giovani per la pace della Comunità di Sant'Egidio del Malawi
visitano due anziani sacerdoti
A Blantyre, in Malawi, il cuore economico del paese, accanto alla vecchia cattedrale del quartiere Limbe, vivono in una casa della Diocesi due sacerdoti malati. 
Sono Padre Mark Nyakongo e Padre Joseph Makina. Padre Mark è molto anziano, vive sulla sedia a rotella e Padre Joseph è rimasto gravemente ferito in seguito ad un incidente d'auto, qualche anno fa. 
A pochi metri dalla loro casa c'è un liceo, Our Lady of Wisdom Secondary School. Qualche mese fa nasce nella scuola il Movimento Giovani per la Pace della Comunità che, dopo poco tempo, girando nel quartire intorno alla Cattedrale, bussa alla porta dei due sacerdoti. 
Nasce così un'amicizia tra il gruppo di ragazzi Youth for Peace e i due sacerdoti malati. Nell'ultima visita Padre Mark, ringraziando stupito per la presenza di qualche ragazzo ha detto: "Ogni tanto viene a trovarci qualche prete ma mai avrei pensato che un gruppo di giovani potesse perdere de tempo con noi, avrete da studiare, da cercare lavoro... Sono stato ordinato nel 1961, quando il Malawi era ancora colonia inglese e ricordo ancora a memoria la Messa in Latino. Mi piacerebbe tanto, se posso chiedere, che mi regalaste una bottiglia di vino per la Messa, qua in Malawi non è sempre facile trovare il vino e abbiamo sempre timore che non ce ne sia in cappella per la Messa del giorno dopo". Padre Mark e Padre Joseph, oltre a ricevere in dono due bottiglie di vino, sono stati invitati al Pranzo di Natale dove incontreranno anche il loro Arcivescovo, Mons. Ziyaye.
I Giovani per la Pace di Sant'Egidio a Blantyre, Malawi
 

mercoledì 5 dicembre 2012

C'è crisi? Per i regali vieni al Rigiocattolo

Il Rigiocattolo è un'iniziativa dei più giovani della Comunità di Sant'Egidio, che unisce ecologia e solidarietà.
L'idea è semplice: un giocattolo che non si usa più (perchè i bambini sono cresciuti, perchè ne hanno altri uguali, e tanti perchè...) ha ancora un valore: può diventare un ri-giocattolo!
E fare felice altri bambini: quelli che lo compreranno a un prezzo molto conveniente e i bambini africani, colpiti da malnutrizione e AIDS che, dal denaro ricavato dalla vendita dei "rigiocattoli" riceveranno cure e supporto nutrizionale con il programma DREAM.
In questi giorni prima di Natale, quindi, nelle scuole, nelle parrocchie, in molti centri commerciali, giovani e giovanissimi della Comunità di Sant'Egidio raccolgono i giocattoli usati o non-usati e organizzano punti di vendita. Se li incontriamo, diamogli una mano.

Questi i luoghi in cui si può acquistare un "Rigiocattolo"   

sabato 1 dicembre 2012

La forza di un sogno contro l'AIDS

La giornata di oggi la dedichiamo a tutti quelli che lottano contro l'AIDS: i malati, i medici, gli operatori. Tutti quelli che,in questi anni, hanno lavorato per DREAM, un sogno divenuto realtà - come lo ha definito papa Benedetto XVI incontrando la Comunità di Sant'Egidio in Cameroun.
Un programma che offre cure di eccellenza ai malati nei paesi africani più poveri; che aiuta le donne non solo a curarsi, ma a superare lo stigma; che fa nascere bambini sani da madri ammalate e poi cura anche le mamme, perchè i bambini non restino orfani.
Oggi, prendiamoci un po' di tempo per capire DREAM, per capire un sogno di vita, fatto di tanti sogni e di tante lotte contro la malattia, l'indifferenza, la povertà.

Il programma DREAM

I numeri di DREAM

Un nuovo laboratorio per il 2012

La playlist dei video di Sant'Egidio - Youtube channel

venerdì 30 novembre 2012

Happy Day, quello senza pena di morte ne' violenza nel mondo!

Questo il sogno - ma anche l'impegno - di migliaia di città nel mondo! Sono più di 1600 quelle che si sono legate alla Campagna delle Città per la Vita della Comunità di Sant'Egidio. E ieri sera è partita la maratona degli eventi nel mondo. Happy day, il canto diliberazione dei neri d'America, cantato da un coro Gospel, ha chiuso la manifestazione al Colosseo e aperto una giornata e un anno straordinari!

giovedì 29 novembre 2012

Sant'Egidio e 1600 città dicono NO alla Pena di morte. Segui gli aggiornamenti in diretta della Giornata Mondiale

Questa sera si apre la Giornata Mondiale delle Città contro la Pena di Morte. La Comunità di Sant'Egidio ha promosso dieci anni fa questo evento mondiale: il 30 novembre, ogni città che vuole dichiarare il proprio NO alla pena capitale, illumina un monumento o ospita un evento.
In dieci anni, da Roma, l'iniziativa ha abbracciato il mondo intero e oggi aderiscono quasi 1600 città. Su questa pagina pubblichiamo le notizie, le foto, e tutto il materiale presente, aggiornandolo nell'arco delle prossime ore. Seguiteci! Per dire Si ad un mondo libero dalla pena di morte e dalla violenza

sabato 24 novembre 2012

Sant'Egidio in preghiera con i sinti di Bolzaneto (Genova)


Il 17 novembre si è svolta una preghiera in memoria dei defunti della comunità sinta che da molti anni vive nel campo di Bolzaneto. L’amicizia della Comunità con questo gruppo di Sinti piemontesi è iniziata nel 1984. Molti degli adulti di oggi sono stati bambini delle scuola della pace e questo legame, vissuto con familiarità e  affetto, si è tramandato attraverso le generazioni di quanti hanno abitato e vivono ancora nel campo.
La preghiera si è svolta nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta del Serro, luogo di incontro  e amicizia con il quartiere, dove, in questi anni, i bambini e i ragazzi sinti hanno frequentato il catechismo e hanno ricevuto la prima Comunione e la Cresima.

giovedì 15 novembre 2012

Sant'Egidio e L'Arche: la forza dell'amicizia



Da tempo Gli Amici, i disabili della Comunità diSant'Egidio, e L'Arche, l'associazione fondata da Jean Vanier,  vivono una profonda amicizia: una sintonia che è cresciuta in anni di incontri a Roma e in tanti luoghi dove il movimento fondato da Jean Vanier è presente. 
Al centro di questo legame c'è l'intuizione che il Vangelo è per tutti e che può, e deve, essere annunciato alle persone con disabilità. È una scelta alla quale Gli Amici e L'Arche sono fedeli e che continua a dare frutti di amore e di comunicazione del Vangelo.
In questo spirito, venerdì 9 novembre Gli Amici di Roma hanno accolto di 120 rappresentanti de L’Arche  provenienti da Compiègne in Francia e che si trovavano nella capitale in occasione di un pellegrinaggio.
Durante il pomeriggio, in un clima di gioia e di festa, si sono susseguiti numerosi interventi durante i quali i rappresentanti dei due movimenti si sono confrontati sulle rispettive esperienze ed hanno ribadito insieme che, come recita il manifesto de Gli Amici, anche se “sembriamo deboli ed a volte facciamo fatica, [...] insieme abbiamo una grande forza e possiamo fare tante cose: Voler bene, cantare, dipingere, lavorare, aiutare ed aiutarci. Essere felici”.



Giovani e anziani. Un'amicizia impossibile?

Chiara, 15 anni, e Francesco, 90, dicono di no


Racconta Chiara: “la prima volta che con i giovani per la pace sono andata a trovare gli anziani in istituto non sapevo quello che avrei vissuto. Poi ho conosciuto Francesco…e non l’ho più lasciato! Con lui ho imparato tante cose ma soprattutto cos’è la guerra e i campi di concentramento, la fame e tutta la sofferenza che milioni di uomini hanno dovuto soffrire.
E’ bello passare il pomeriggio con lui che non smette mai di ringraziarci e di farci tanti complimenti. All’inizio credevo che fosse Francesco ad avere bisogno di compagnia ma ora non saprei come fare a meno di lui!”
Gabriele ,capitato quasi per caso a trovare gli anziani, ha conosciuto Enrichetta:  “Ricordo benissimo la prima volta che incontrai Enrichetta seduta sulla poltrona nella sua stanza spoglia e un po’ buia. Ci ha accolto con un sorriso e con una frase che mi ha cambiato la vita: "Quando venite a trovarmi questa stanza si illumina!” Improvvisamente quella domenica mattina, un giorno in cui non c’è molto da fare, è diventata importante. Enrichetta con la sua simpatia e il suo sguardo attento ha riempito le mie domeniche, ha dato senso a quelle giornate”.
 Quando c’è stato il terremoto a L’Aquila, tanti giovani per la pace sono voluti andare per aiutare gli anziani soli delle tendopoli. Racconta Claudia: “Nella tendopoli di Piazza d’Armi abbiamo conosciuto una “giovane” coppia di sposi che avrebbero celebrato il loro 77esimo anniversario di matrimonio di li a poco. La buona organizzazione del campo non bastava a scaldare il loro cuore triste per tutto quello che avevano perso. La nostra visita ha riportato il sorriso sui loro volti. Per questo abbiamo deciso di continuare a tornare a L’Aquila a trovare gli anziani anche quando l’emergenza è finita. L’amicizia non ha confini neanche di età”.



domenica 11 novembre 2012

Una soluzione anticrisi per gli anziani: vivere insieme


Cosa fare quando si è anziani e mancano le risorse economiche e fisiche per vivere da soli? Spesso si pensa che a questa domanda si possa rispondere soltanto con soluzioni di ripiego, come l'istituzionalizzazione, tristi, come la rassegnazione ad una vita di rinunce e di solitudine.
Sant'Egidio propone un'altra risposta e nel proporla la realizza: case dove anziani possano vivere insieme, condividendo le proprie risorse, e ricreando un clima di famiglia, necessario a tutti per vivere. Certo, in una famiglia non c'è mai una generazione sola: E allora la presenza simpatica e amica di giovani volontari, aiuta a rendere la vita insieme non solo una risposta razionale alla crisi ma una bellissima opportunità
Nel video, un'esperienza concreta, realizzata da qualche tempo a Roma.



venerdì 9 novembre 2012

Una serata per la Grecia.


L'8 novembre, la Comunità di Sant'Egidio, in collaborazione con Radio Kaos Italy e Percentomusica, ha promosso un concerto in favore della Grecia in un locale del quartiere di San Lorenzo, dove recentemente i giovani per la pace e gli universitari di Sant'Egidio hanno organizzato l'Africa flashmob. 
Alla serata hanno partecipato centinaia di giovani romani, desiderosi di ascoltare buona musica e di lanciare un messaggio di speranza e solidarietà alla popolazione europea più duramente colpita dalla crisi economica. I fondi raccolti saranno infatti donati all'Associazione Apostolìì, che ad Atene e in tutta la Grecia promuove numerosi progetti favore dei più bisognosi.

giovedì 8 novembre 2012

Sant'Egidio: lunedì prossimo Papa Benedetto XVI visita la casa "Viva gli anziani" a Roma


 Lunedì 12 novembre – alle ore 11.00 – Via Nicola Fabrizi, 2
Il comunicato stampa della Comunità di Sant'Egidio:

Il mondo invecchia. La speranza di vita alla nascita in Italia è di 79,2 anni per gli uomini e di 84,6 per le donne. In Giappone è di 80,5 per gli uomini e di 87,4 per le donne. In Europa i dati sono appena inferiori a quelli dell’Italia, che, con il Giappone, rappresenta la punta più avanzata delle conquiste contemporanee per l’allungamento della vita. Ogni anno, gli ultra-sessantacinquenni nel mondo aumentano di quasi un milione al mese. Oltre 700 milioni di persone nei paesi più ricchi. E’ l’età in più, l’età più lunga. Anche nel continente africano, dove la speranza di vita alla nascita è alterata, sull’intera popolazione, dall’AIDS, dalle guerre, dalla malnutrizione e dalla carenza di acqua pulita e sanità pubblica efficiente, si assiste all’aumento degli anziani sull’intera popolazione.

Le società più avanzate economicamente non hanno ancora una risposta consolidata per gli anni in più, che rischiano di innescare concorrenza e conflitto tra vecchie e nuove generazioni, e costosi e pesanti percorsi di isolamento e solitudine, pesantezza nei sistemi sanitari, in assenza di un progetto e di una cultura capace di valorizzare in maniera innovativa “gli anni in più”.

Il papa sceglie di visitare un’esperienza innovativa nel campo dei servizi agli anziani, inserita in un lavoro trentennale di umanizzazione della condizione degli anziani della Comunità di Sant’Egidio a Roma e nel mondo, in occasione dell’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo e della Solidarietà tra Generazioni. Un’occasione speciale. Per un messaggio globale, che risponde a un bisogno profondo del nostro tempo.

LA VISITA DEL PAPA

Il Papa inizierà la sua visita nella Casa “Viva gli Anziani” a Roma, in via Nicola Fabrizi, 2, al Gianicolo, alle ore 11. Incontrerà inizialmente alcuni anziani profughi da Haiti e una delegazione della Comunità di Sant’Egidio. La visita inizierà dalla casa famiglia per persone autosufficienti e non autosufficienti, all’ultimo piano, che rappresenta un modello di assistenza di tipo familiare e sanitario 24 ore su 24. Successivamente Benedetto XVI visiterà anziani residenti in mini-appartamenti nella struttura, che godono di servizi comuni e che godono della protezione, in caso di emergenza, dell’assistenza prevista per la Casa-Famiglia.
Nel giardino interno il Papa incontrerà tutti i residenti nella struttura e rivolgerà un messaggio, trasmesso anche all’esterno della struttura da un mega-schermo. Benedetto XVI è stato invitato in maniera informale da alcuni anziani ospitati nella struttura creata dalla Comunità di Sant’Egidio per una visita a casa. L’incontro si concluderà dopo mezzogiorno.

Il servizio della Comunità di Sant’Egidio agli anziani a Roma
Fin dagli inizi, negli anni ’70, la Comunità di Sant'Egidio si è avvicinata al mondo degli anziani: li ha  incontrati nelle borgate di Roma e nel Centro storico. Apparivano come grandi malati di solitudine che chiedevano compagnia e sostegno. E' nata subito una simpatia, una sintonia con i loro problemi. Da allora questa amicizia è continuata negli anni con fedeltà, non solo a Roma e in Italia, ma in ogni paese del nord e del sud del mondo, dove la Comunità è presente. Oggi a Roma il servizio agli anziani ne raggiunge 18.000, seguiti da circa 800 volontari. Ci sono anche 100 piccole comunità di solidarietà e amicizia tra anziani. Gli anziani con la loro preghiera sono poi un grande sostegno alla Chiesa e ai sofferenti.
L’amicizia fra giovani e anziani
Ovunque nel mondo aumenta il numero degli anziani, ma la loro longevità, da più parti, è avvertita con crescente preoccupazione, fino ad assumere i caratteri di un vero  e proprio conflitto generazionale. E’ necessaria una “riconciliazione” tra generazioni diverse: i giovani e gli adulti hanno bisogno degli anziani e viceversa. Una società dove non c’è posto per gli anziani è disumana. Per questo la Comunità a Roma coinvolge centinaia  di adolescenti e di giovani nell’incontro con gli anziani, con visite anche negli istituti dove questi vivono. Tale incontro fa scoprire ai più giovani che la longevità è uno dei frutti migliori del nostro tempo, e agli anziani che c'è posto per loro nella nostra società, perché hanno ancora molto da dare in affetto, amicizia, senso della vita.
Aiutare gli anziani a vivere a casa propria.
E’ un impegno decisivo nel servizio. Infatti, nelle grandi città, l’isolamento, la riduzione dei membri del nucleo familiare, il costo elevato degli affitti, concorrono ad allontanare, alla prima crisi, chi è anziano dalla propria casa . L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile e ragionevole, ma è una sistemazione che non rispetta, nella maggior parte dei casi, la profonda volontà degli anziani, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi della propria casa. Un aspetto importante dell’aiuto offerto dalla Comunità è il sostegno alle famiglie degli anziani, che spesso si ritrovano impreparate e disorientate di fronte alla malattia e alla non autosufficienza di un proprio parente. Un altro tratto significativo del servizio è ricostruire intorno agli anziani una rete di rapporti, con il vicino, il negoziante, l’amico, la parrocchia,  perché sono una risorsa per continuare a vivere a casa. E’ un servizio di monitoraggio e prevenzione delle emergenze, quali ondate di calore, freddo intenso, cadute, e di rafforzamento delle reti di supporto. Tale lavoro raggiunge tutti gli anziani over 75 residenti nei rioni di Trastevere, Testaccio ed Esquilino: coinvolge con la sua "rete di prossimità" più di 600 attori sociali (volontari, medici, portieri, commercianti, vicini, assistenti familiari). In questo modo si riduce in modo determinante l'isolamento sociale. I dati rilevano un calo della mortalità della popolazione anziana in questi  tre rioni di Roma: così si conferma che a casa si vive di più e meglio.
Visitare gli anziani in istituto
Vivere in una struttura geriatrica spesso significa sperimentare l'isolamento e l’abbandono, che tolgono motivi per vivere. Negli istituti, infatti, si muore quattro volte di più che a casa. La Comunità di Sant’Egidio è presente in centinaia di istituti in Italia, in Europa e in altri continenti,  con un servizio di compagnia, animazione, accompagnamento e cura pastorale.
La vicinanza amichevole ed assidua aiuta gli anziani a mantenere una vita di relazione, a non perdere i rapporti con l’ambiente esterno all’istituto e a conservare integra la loro personalità. La presenza della Comunità negli istituti per anziani fornisce anche uno stimolo e una proposta, affinché queste istituzioni possano svolgere al meglio i loro compiti . 
Le nuove soluzioni dell’abitare proposte dalla Comunità di Sant’Egidio
Ci sono anziani che si trovano nell’impossibilità di vivere a casa propria, per il ridotto grado di autonomia, per la perdita di un alloggio, per conflitti familiari, povertà economica… In questa prospettiva, per ridurre il numero dei ricoveri in mega-strutture, sono state attuate soluzioni alternative, esperienze di cohousing, che, nel tempo hanno dato vita ad un modello articolato per rispondere ai bisogni abitativi della popolazione anziana: convivenze di anziani, condomini protetti, case famiglia.
Solo a Roma sono più di 300 gli anziani ospiti in queste varie tipologie di case.

Anziani che vivono insieme
Ci sono anziani soli che dispongono della propria casa ma perdono la salute e non sono più completamente autosufficienti; altri che hanno un reddito da pensione ma non possono permettersi il costo di un’abitazione, altri che godono di buona salute ma sono completamente privi di mezzi finanziari. La Comunità di Sant’Egidio ha aiutato a mettersi insieme e accompagna i percorsi di convivenza, permettendo così di evitare l’inevitabile istituzionalizzazione.
Gli anziani mettono insieme le proprie risorse economiche ed abitative, vivendo in case che garantiscono migliori condizioni di vita. Sono ubicate nel centro della città, non lontano dai luoghi significativi per gli anziani: i negozi, il mercato, la chiesa. Queste esperienze sono aiutate da persone più giovani della Comunità.  Rappresentano anche una esperienza di collaborazione e integrazione tra le generazioni.  Queste esperienze sono cresciute negli ultimi due anni a Roma per far fronte anche all’acuirsi della crisi economica, in diversi quartieri, da Ostia al Tufello, da Garbatella a Torrenova. Si sostengono in questo modo 150 anziani.

Condomini protetti
Si tratta di intere palazzine di mini-appartamenti (40 – 60 mq ciascuno) per una o due persone, dedicati ad anziani autosufficienti, ma con una fragilità dal punto di vista abitativo (senza casa, sfrattati, persone sole). A questi ospiti sono offerti dei servizi comuni ed un sostegno nei problemi della vita quotidiana. E’ un modo per continuare a vivere in una casa, stando però in un ambiente protetto. Sono più di 100 gli anziani ospitati nei condomini protetti della Comunità.

Case famiglia
Sono pensate per persone con una ridotta autonomia funzionale, impossibilitati a rimanere a casa propria, per mancanza di alloggio o di risorse economiche sufficienti, di relazioni interpersonali significative..
Gli anziani ospiti trovano un ambito familiare. Gli ambienti sono arredati in modo non anonimo; gli ospiti sono incoraggiati a  portarvi i loro mobili. L’assenza di barriere architettoniche, i tanti ausili, aiutano a non perdere la propria autonomia.
Tali case assicurano innanzitutto una vita relazionale umana, fatta di scambi con altre generazioni, come in una famiglia ricomposta. Restituiscono un senso alla vita ed assicurano nel contempo un'alta qualità di cure. In esse sono accolti a Roma 50 anziani.

La visita del Papa alla casa “Viva gli Anziani” di via Nicola Fabrizi 2, al Gianicolo
La casa “Viva gli Anziani” di via Nicola Fabrizi, inaugurata nel gennaio 2009, oggi ospita 28 anziani, è un’ espressione particolarmente felice di una tipologia abitativa che combina una casa famiglia, anche per non autosufficienti, con i condomini protetti. Così gli ospiti dei mini appartamenti possono avere, oltre agli altri servizi,  un collegamento permanente con gli operatori della casa famiglia, presenti 24 ore su 24.

lunedì 5 novembre 2012

La crisi è un "aumento di pena" per chi è in carcere. Noi cerchiamo di rispondere....

L'emergenza nelle carceri italiane cresce a causa del sovraffollamento (oltre 67.000 persone), ma anche per l'impoverimento della popolazione detenuta. Aumenta infatti il numero dei nullatenenti sia tra i detenuti italiani - spesso soli, malati, senza una rete familiare - sia tra i reclusi migranti giovani.
A causa della crisi economica che attraversa il nostro Paese (e anche per le difficoltà dell'Amministrazione Penitenziaria) dal 2009 abbiamo intensificato le distribuzioni di generi di prima necessità e abbiamo portato aiuto in 45 Istituti Penitenziari.
Ora, con i primi freddi, ripartiamo dal carcere romano di Regina Coeli per la distribuzione di indumenti invernali. Da venerdì 2 novembre abbiamo iniziato a distribuire felpe calde e continueremo anche nei primi giorni di questa settimana, per proseguire nelle settimane successive con i detenuti e le detenute delle altre carceri romane. In carcere serve tutto: incontriamo ragazzi con i pantaloni corti e le canottiere e persone che mancano del sapone e dello spazzolino da denti. Alcuni indossano gli stessi abiti di giorno e di notte.
Durante i colloqui ascoltiamo domande di amicizia e sostegno, molti ci chiedono aiuto per telefonare alle famiglie, o consiglio per poter andare in comunità terapeutica, altri vorrebbero essere trasferiti per poter tornare nella zona da cui provengono, più vicini alle loro famiglie, altri ancora, stranieri, desiderano mettersi in contatto con i loro consolati. Sempre più numerose le richieste di aiuto concreto, oltre agli indumenti e alla biancheria sono richiesti i generi di pulizia personale e per le celle, gli occhiali, i farmaci di fascia C, e altro ancora.
L'amicizia continua attraverso la corrispondenza con tanti detenuti. Per questo ritorneremo sabato 10 novembre al carcere di Sulmona a salutare chi non vediamo da tanto tempo e a portare felponi, molto necessari per il clima rigido della zona. Oltre alla distribuzione di abbigliamento, insieme alla direzione dell'Istituto stiamo organizzando un momento di socialità e di festa e, in via del tutto eccezionale, sarà permesso a tutti di partecipare a una buona merenda insieme.

TI POTREBBE INTERESSARE: 

Amici in carcere - Comunità di Sant'Egidio 

Liberare i prigionieri - Una campagna della Comunità di Sant'Egidio
 

sabato 3 novembre 2012

Nessuno è straniero: in tanti ricordano il giovane Mohammed, ucciso a Roma mentre sognava un posto di lavoro

Roma: Una preghiera all'aperto nel Parco degli Acquedotti, luogo dell'omicidio di un giovane egiziano, Mohammed  Abdelhalim Maahrouf, ha raccolto oggi pomeriggio un centinaio di persone, su invito della Comunità di Sant'Egidio, che ha voluto con questo gesto esprimere il bisogno di una città senza violenza e indifferenza.
il giovane immigrato - di nazionalità egiziana, anche se inizialmente identificato come sudanese - è stato ucciso proprio in quel luogo, cinque giorni fa, dopo aver incontrato un suo ex datore di lavoro italiano, nella speranza di regolarizzare la sua situazione.

Una storia tragica e violenta, davanti a cui non si poteva restare indifferenti.
"Quest'uomo straniero, rischiava di rimanere anonimo e quindi dimenticato" ha sottolineato il parroco di San Policarpo "ma noi vogliamo ricordarlo nella preghiera e sentire vicino".

E la presenza di tanti - famiglie, giovani, associazioni del quartiere, i parroci di alcune parrocchie vicine - ha reso evidente l'esigenza che a Roma si impari l'arte del convivere, che si affermi un clima di pacifica convivenza, che si viva insieme in pace.
Come ha sottolineato don Gino Biolchini, che ha presieduto la preghiera: "Come l'apostolo dice che non c'è giudeo né greco, noi oggi cristianamente vogliamo dire nessuno è straniero. Possiamo fermare la violenza con la preghiera. Anzi, vogliamo essere uomini e donne nuove per vivere la pace, e deporre ogni violenza dal nostro cuore". 

Alla fine un sentito e commovente abbraccio di pace e un silenzioso corteo fino al luogo dell'omicidio, dove una bambina ha deposto dei fiori, segno di speranza.

mercoledì 31 ottobre 2012

Il sole dentro: un film sulla storia di Yaguine e Fodè

"Loro eccellenze i signori membri e responsabili dell'Europa.
Abbiamo l'onorevole piacere e la grande fiducia di scrivervi questa lettera per parlarvi dello scopo del nostro viaggio e della sofferenza di noi bambini e giovani dell'Africa.
Ma prima di tutto, vi presentiamo i nostri saluti più squisiti, adorabili e rispettosi. A tale fine, siate il nostro sostegno  e  il  nostro  aiuto, siatelo  per  noi  in  Africa, voi  ai  quali  bisogna  chiedere  soccorso..."


Così scrivevano il  28 luglio del 1999 due adolescenti guineiani, Yaguine Koita, di 14 anni, e Fodé Tounkara, di 15. La lettera, da consegnare ai “grandi del mondo” a nome di tutti i loro compagni africani chiedeva di essere aiutati a studiare e a crescere prima di tutto culturalmente in un paese, l’Africa, dove l’istruzione è ancora un privilegio per pochi. Fu ritrovata loro addosso pochi giorni dopo, quando, all’aeroporto di Bruxelles, i tecnici addetti trovarono nel carrello di un aereo, abbracciati, forse nel tentativo di trasmettere l’uno all’ altro un poco di calore, i loro corpi senza vita.

Nel mese di marzo Paolo Bianchini, regista e ambasciatore dell’Unicef, accompagnato dal giornalista Piero De Gennaro, con la collaborazione della Comunità di Sant’Egidio, ha incontrato in Guinea i genitori dei due ragazzi che offrirono la loro vita in nome dei più elementari diritti umani. Ne è nato un film, "Il Sole dentro",  che verrà presentato il 7 novembre e sarà nelle sale pochi giorni dopo, il 15 novembre.

In questi anni, la Comunità di Sant'Egidio in Guinea ha aperto una scuola della Pace intitolata a Yaguine e Fodè, dove tanti adolescenti come loro hanno la possibilità di trovare quel futuro che i due giovani sognavano e non hanno trovato.

Vai al sito del film Il Sole Dentro

Le Scuole della Pace della Comunità di Sant'Egidio in Africa

domenica 28 ottobre 2012

Scuola, Sant'Egidio a sostegno dei rom per l'integrazione

I rom integrati a Sant'Egidio

Tutti i bambini, ma anche gli adolescenti, devono avere lo stesso diritto allo studio, siano essi italiani o rom. Questa è stata la convinzione che ha mosso la Comunità di Sant'Egidio nel realizzare, con grande successo, il progetto di scolarizzazione Diritto alla scuola, diritto al futuro. L'iniziativa, che ha preso il via nel 2008, ha permesso a ben 116 rom residenti in Campania di frequentare la scuola elementare, eludendo quel grande problema che affliggeva proprio questi studenti: l'incostanza nel seguire le lezioni. (leggi tutto l'articolo su Linkuaggio ? No grazie!)

sabato 27 ottobre 2012

A Lucca la mensa della Comunità di Sant'Egidio compie 10 anni

mensa della Comunità di Sant'Egidio a Lucca
Una festa di famiglia, nei locali della mensa della Comunità,  per festeggiare il 10° anniversario della mensa della Comunità di Sant'Egidio a Lucca.
Circa 100 persone si sono sedute a tavola per celebrare una "amicizia lunga 10 anni", testimoniando che i legami forti sorti in questo decennio sanno superare le differenze.
Ha partecipato alla cena anche l'Arcivescovo di Lucca Italo Castellani che, paternamente, ha ringraziato la Comunità di Sant'Egidio per il lavoro svolto con stile evangelico a sostegno degli ultimi .
Erano presenti anche il Presidente della Provincia Stefano Baccelli ed il Vice Sindaco di Lucca Carla Reggianini la quale, con parole affettuose, ha ricordato come la Comunità sia stata sin da subito un interlocutore importante dell'Amministrazione comunale nella gestione delle politiche sociali.
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venerdì 26 ottobre 2012

La Comunità di Sant'egidio propone: A casa è meglio: le nuove soluzioni dell'abitare

Viva gli Anziani !: A casa è meglio: le nuove soluzioni dell'abitare p...: Fin dagli anni '70 la Comunità di Sant'Egidio, nell'ambito del suo impegno rivolto alle persone anziane, ha individuato una priorità nella salvaguardia del diritto di chi è avanti negli anni a rimanere a casa propria, un'alternativa a più alto tasso di qualità di vita rispetto alle soluzioni residenziali tradizionali, che allontanano dal proprio mondo. In questa prospettiva sono nate esperienze di cohousing pensate per rispondere ai diversi problemi abitativi degli anziani che si trovano nell'impossibilità di continuare a vivere a casa propria (leggi tutto l'articolo su www.vivaglianziani.it)

giovedì 18 ottobre 2012

Incontro a Torbellamonaca con Rita Prigmore, scampata alle persecuzioni naziste


Un centinaio di persone hanno partecipato all’incontro con Rita Prigmore organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio a Roma nel quartiere di Torbellamonaca.
Giovani e anziani, italiani e stranieri, studenti alla scuola di Lingua e cultura Italiana della Comunità di Sant'Egidio,  ma anche rom venuti dal vicino campo di Via di Salone, originari della Jugoslavia e della Romania.  Rom come Rita Prigmore e come i  tanti uomini, donne e bambini rom che furono deportati nei campi di sterminio dalla follia nazista. Rita Prigmore è sopravvissuta ai folli esperimenti medici del dott. Mengele. Non così purtroppo sua sorella gemella che morì proprio per questi esperimenti. I rom presenti in sala, che l'hanno ascoltata con grande attenzione, sono stati particolarmente grati per la testimonianza della Prigmore è hanno espresso il desiderio di incontrarla ancora: “Sarebbe bello invitarla al campo per fare una grande conferenza con tutti noi” ha detto una di loro che poi ha aggiunto “peccato che non sapremo dove farla parlare, prima avevamo dei grandi tendoni per le feste, le preghiere ed i momenti comuni, peccato che il comune ce li ha tolti ed ora stiamo tutti stretti senza avere un posto dove incontrarci!”
La testimonianza di Rita, bella e appassionata, ma anche carica di dolore, ha suscitato molte reazioni commosse nelle persone che l’hanno ascoltata. Una donna le ha detto: “Sono 2 anni più giovane di lei, la sua sofferenza mi fa vergognare dei lamenti che faccio tutto il giorno” Poi indicando i Rom presenti in sala ha aggiunto: “sono fiera di avere dei fratelli così che lottano per cambiare, Vogliamo pregare il Signore perché il razzismo sia vinto e perché possiamo essere uniti come fratelli e sorelle”. Un’altra donna ha ringraziato per il grande onore di ricevere le sue parole. “Le tue parole, Rita, ci fanno smettere si essere lamentosi e ci invitano a lavorare come fai tu, ti siamo grati per questo giorno che non dimenticheremo mai e che racconterò alle mie figlie”. Rita Prigmore, commossa ha ringraziato tutti i presenti è ha concluso: “Le lacrime non sono mai sprecate, il futuro dipende da voi, dipende da voi che non accada più Auschwitz”

Mozambico, 20 anni di pace. Marco Impagliazzo al convegno alla Farnesina per ricordare l'accordo di pace

Notizie Italia News: Mozambico, 20 anni di pace. Il ricordo di Marco Im...: Una guerra sanguinosa, un milione di morti. Il Mozambico celebra quest'anno i 20 anni da quegli "accordi di Roma" che misero fine ad un conflitto che durava da 15 anni e furono l'inizio di un processo di rinnovamento democratico e di sviluppo....

mercoledì 3 ottobre 2012

Immigrazione e integrazione. Le scuole di lingua italiana della Comunità di Sant'Egidio.

Consegna dei diplomi e delle certificazioni europee di conoscenza della lingua, alla scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant'Egidio del Piemonte.

L'integrazione degli immigrati passa innanzitutto per la conoscenza della lingua, strumento indispensabile per la comunicazione, l'accesso al lavoro e la comprensione della cultura del paese ospitante.

aPer questo l'impegno di Sant'Egidio nel campo dell'insegnamento dell'italiano agli stranieri è consistente. La scuola di lingua italiana della Comunità, riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, opera su tutto il territorio nazionale, con sedi in numerose città italiane.

La gratuità è la prima carattersitica di questa Scuola: gratuiti i corsi e gratuito l'impegno degli insegnanti. A questo - e può sembrare sorprendente, in un  mondo in cui si considera di valore ciò che costa molto - corrisponde un alto livello di professionalità, come si evince dai dati che attestano la frequenza e dai risultati ottenuti dagli studenti e che qui pubblichiamo.

aNell'anno scolastico 2011-2012 gli iscritti in Piemonte sono stati circa 800 nelle diverse sedi (Torino, Novara, Arona, Borgomanero). 276 studenti  hanno superato l’esame finale. Di questi 73 hanno ottenuto la certificazione CELI (dell’Università per Stranieri di Perugia) riconosciuta a livello europeo.

Tra i diplomati una studentessa d'eccezione: Tamara Chikunova, dell'Uzbekistan, Fondatrice dell'Associazione Madri contro la pena di morte, vincitrice del premio per la pace Colombe d'Oro dell'Archivio Disarmo nel 2011. A lei l'augurio che la padronanza della lingua italiana la aiuti a proseguire nella sua battaglia per l'abolizione della pena capitale,nel mondo.


DATI ANNO SCOLASTICO ANNO 2011-2012
Andamento
Rispetto al precedente anno scolastico c’è stata una sostanziale stabilità nelle iscrizioni. Gli iscritti sono stati 796 (Provincia Di Novara  e Torino compreso il gruppo di profughi di Rivara), lo scorso anno pochi di meno. Questo è dovuto al fatto che in Italia e in Europa c’è una progressiva sostanziale diminuzione di arrivi (40% in meno di permessi di soggiorno in Italia) e al fenomeno dei ritorni o del passaggio ad altri paesi europei più appetibili per le occasioni di lavoro o più accoglienti  rispetto alle politiche di integrazione
Paesi di provenienza
Quest’anno si è toccato il record di ben 65 paesi diversi. Il primo continente è sempre l’Africa con il 37,8%, segue l’Europa con il 30,3%, continua la crescita della presenza asiatica che arriva al 21,6% e significativa quella latino americana al 9,8%.
Primo paese per iscritti resta il Marocco (147), grazie anche alla presenza di un folto gruppo di donne che frequentano con assiduità la scuola di Borgomanero. Segue a poca distanza l’Ucraina (123), poi il Bangladesh (53) e il Pakistan (41) e poi Perù, Nigeria e Albania.
Sesso
Dopo il “sorpasso” avvenuto alcuni anni fa le donne arrivano al 62% degli iscritti contro il 38% degli uomini. Nonostante la crisi, alcune professioni tipicamente femminili nell’ambito della cura delle persone (badanti, baby sitter, colf, infermiere) restano ancora molto presenti e quindi permettono l’occupazione, come vedremo, soprattutto di persone dell’est (Ucraina, Moldova, Russia, Romania) oltre che dell’America Latina (Perù, Ecuador).
Fasce di età
Lo studente più giovane ha 15 anni e la più anziana 65. La gran parte degli iscritti è compreso tra i 25 e i 40 anni (circa il 50%) e il 18% ha meno di 25 anni. Resta una scuola molto giovane con il 70% sotto i 40 anni anche se è significativa la presenza di persone che decidono di studiare l’italiano dopo i  cinquant’anni  (85 persone).
 Anni di iscrizione
Quasi il 70% degli iscritti viene per la prima volta a scuola mentre un buon 22,8% ritorna una seconda volta. Complessivamente il 30%  frequenta per due o più anni.
 Religione
Il 48,1% degli iscritti è cristiano di questi significativa e in crescita la presenza degli ortodossi (rumeni , ucraini e russi) che arriva al 19,7%. Il 46% sono musulmani. Non mancano  fedeli di altre religioni: induisti, buddisti, sikh, scintoisti.
Anni di permanenza in Italia:
Il dato conferma quanto detto sulla diminuzione degli arrivi. Soltanto il 17% degli iscritti è in Italia da meno di un anno. Negli scorsi anni era superiore la presenza di chi appena arrivato si rivolgeva alla scuola. Il 50% degli iscritti è in Italia da uno a 4 anni e esprime il desiderio di consolidare la propria conoscenza della lingua.
Scolarità :
Il 73% degli studenti ha studiato nel proprio paese per più di 14 anni, il 47% più di 18. C’è un 2% di analfabeti e un 4% di persone con bassa scolarità che comunque nonostante le difficoltà di partenza si iscrivono e frequentano con particolare fedeltà e impegno
Rispetto ai titoli di studio conseguiti nel paese d’origine abbiamo un 32% di laureati e un 29% di diplomati, quindi una larga maggioranza ha un titolo di studio alto (61%)
Lavoro:
E’ interessante rilevare che il 32% degli iscritti lavora e quindi unisce all’impegno professionale anche lo studio della lingua per migliorare la propria condizione
Conoscenza delle lingue           Il 37,9% conosce due lingue e un altro 14% più di due. 
Esami:
La percentuale di esami sugli iscritti si mantiene costante intorno al 34%. Nonostante le difficoltà legate alla condizione di migrante (cambio di città per ricerca lavoro, difficoltà economiche legate alla crisi…) uno studente su tre arriva al diploma.

venerdì 21 settembre 2012

La Comunità di Sant'Egidio e i malati di Alzheimer


Virginia viveva da sola, in due stanze in affitto. Entrando in casa, ti accoglieva la penombra di una lampadina fioca ed un odore di chiuso, di latte scaldato, di polvere.
Ormai da tempo per Virginia tenere in ordine la casa, ed anche se stessa, era diventato un problema: le capitava di indossare una gonna sporca senza accorgersene, di fare fatica ad infilare le chiavi di casa nella serratura, a trovare gli oggetti che le servivano. Si sentiva sempre più debole e sola. Fino a quando ce l’avrebbe fatta? Per rassicurasi cercava di negare la realtà: la pentola che non trovava più gliela avevano rubata i vicini, il frigorifero rotto non era necessario cambiarlo, e poi tutte quelle medicine servivano davvero? Lei non era malata, era sempre stata una donna forte, sana. Lei in casa sua aveva tutto, semmai mancava qualcosa era colpa dei vicini, che le volevano male: è facile approfittarsi di una donna sola! Ma glielo avrebbe fatto vedere a tutti: lei non era sola!
Così Virginia cominciò a trattare una bambola che teneva sul letto, una grande bambola, come le facevano un tempo, con il viso di coccio e il vestito di raso, come fosse una sua figlia.  La accudiva come fosse una bambina piccola, la cullava, le parlava, le dava il latte con il biberon, quando usciva la portava con sé: “E’ troppo piccola, non posso lasciarla da sola!” Era molto attenta a come “gli altri” guardavano lei e la sua ‘bambina’ , la bambola era anche diventata il modo per non essere più una povera vecchia invisibile, un modo per incontrare lo sguardo degli altri, come è avvenuto con alcuni giovani della Comunità di Sant’Egidio, che l’hanno conosciuta mentre camminava per la strada con la sua bambola in braccio. “Come si chiama? Maria”. Così hanno cominciato a parlare con lei, ad andarla a trovare nella sua casa, ad aiutarla nelle necessità della vita quotidiana senza scomporsi troppo per la presenza di ‘Maria’.
Le visite a casa di Virginia si moltiplicarono. Giorno dopo giorno, era sempre più chiaro che Virginia non riusciva più a compiere le azioni - anche le più semplici - della vita quotidiana da sola: come prendere le medicine giuste, se non ricordo che ore sono, e se le hai già prese? e come prepararsi da mangiare, se le ricette più abituali, quelle che Virginia cucinava così bene, sono come cancellate dalla mente? E dove trovare i vestiti, le scarpe, che la malattia nascondeva ogni giorno in luoghi sempre diversi e incogniti? Eppure Virginia cercava di non mostrare le sue difficoltà agli amici della Comunità di Sant'Egidio che gli erano diventati cari: non ricordava bene i loro nomi, ma nei loro visi riconosceva quell'amore che aiuta a vivere ed era felice di trascorrere del tempo con loro.
Virginia venne invitata a una piccola vacanza ai castelli romani, insieme ad altri anziani trasteverini. Da poco erano ultimati i lavori della casa famiglia per anziani di via Fonteiana. Una casa, donata alla Comunità di Sant’Egidio dal signor Manlio Isabelli, pensata per accogliere anziani in difficoltà. Virginia arrivò nella casa di via Fonteiana in un bel pomeriggio di Settembre. Le piacque tutto: il giardino con due palme, la palazzina anni Trenta, l'ambiente luminoso, pulito e sereno.
Subito successe un cosa imprevedibile: “Maria” venne semplicemente lasciata su di una sedia e dimenticata. E per Virginia iniziò una vita nuova: la presenza continua e delicata di amici ed operatori addolcivano le sue difficoltà. Le continue dimenticanze non pesavano più, le sue incertezze non erano motivo di giudizio, di derisione. Il mondo non era più popolato di "nemici" che nascondevano le cose, ma di volti amici di cui non era sempre chiaro il nome, ma - seppure diversi - avevano tutti la stessa espressione piena di affetto.
Virginia ha vissuto nella casa della Comunità di Via Fonteiana a Roma gli ultimi anni della sua vita. La malattia non ha vinto la sua gioia di vivere, anche quando la debolezza si è fatta più evidente.
Dipendere dagli altri, sempre di più, in tutto, non è stata una condanna, ma una condizione in cui più forte si è mostrato l'affetto di chi la circondava e che le ha comunicato la certezza di un amore che non finisce. Virginia questo lo ha capito bene. Certo, l'Alzheimer non le permetteva di spiegarlo con un discorso, ma la sua serenità - e anche la lunghezza dei suoi anni - hanno parlato a tanti della forze terapeutica dell'amore. E questo ne ha fatto anche una maestra: maestra di quell'abbandonarsi fiducioso all'amore degli altri, che nel Vangelo è espresso dall'esortazione di Gesù a farsi piccoli.
Nella Giornata Mondiale dedicata ai malati di Alzheimer, ci è caro ricordarla, con l'affetto di sempre.

La Comunità di Sant'Egidio accanto agli anziani: iniziativa a Roma, quartiere Esquilino


La presenza della Comunità di Sant'Egidio accanto agli anziani, nella periferia come nel Centro storico di Roma, favorisce da sempre il contatto fra le generazioni, il dialogo a tutti i livelli, le iniziative di mutuo aiuto – in particolare fra anziani e stranieri. Lo sanno bene gli anziani di Esquilino, che dal 2010 ricevono le telefonate, le visite e l’aiuto concreto degli operatori del Programma” Viva gli Anziani!”, giovani immigrati e italiani, che sono diventati punti di riferimento essenziali per molti di loro.
L'esperienza di questi anni ha confermato la bontà dell'iniziativa:  ad esempio nei quartieri (Trastevere e Testaccio), dove il Programma esiste dal 2004, si sono drasticamente ridotte sia la mortalità degli anziani, che la percentuale dei ricorsi all'istituzionalizzazione ed agli stessi ricoveri ospedalieri. Un risultato raggiunto grazie alla presenza di figure professionali impegnate e motivate, ma anche dalla ricostruzione di un tessuto di solidarietà quotidiana, minuta, fatta di cose semplici e per questo indispensabili: un saluto, una breve visita, un aiuto per fare la spesa, una telefonata quando non si esce di casa da tanto.
Domani, venerdì 21 settembre, l’invito è per tutti, anziani e non solo, ai giardini di Piazza Vittorio dalle ore 16.00 alle 18.30 per festeggiare la fine di una lunga estate caldissima!!
Il Programma "Viva Gli Anziani!" della Comunità di Sant’Egidio, è un Servizio di monitoraggio attivo di “prevenzione dell’emergenza” che prevede livelli diversificati di intervento, mirati a promuovere e rafforzare le reti di supporto degli anziani, al fine di fronteggiare gli eventi critici (ondate di calore, freddo intenso, cadute, etc). Opera in collaborazione con il Ministero della Saluta, La Regione Lazio ed il Comune di Roma.
Gli obiettivi principali del programma sono la prevenzione dell’isolamento sociale e della mortalità della popolazione anziana e la promozione, facilitazione e attivazione delle reti di supporto e di aiuto degli anziani di 75 anni e oltre. Il Programma attraverso i suoi operatori di quartiere e la promozione delle reti urbane realizza una rete di protezione che permette alle persone anziane di affrontare e superare gli eventi critici. Si tratta di un servizio di monitoraggio attivo orientato all’emergenza, che, insieme ai servizi alla domiciliarità esistenti (assistenza domiciliare e telesoccorso), rende più ampio il ventaglio delle risposte disponibili per la popolazione anziana.
E' un programma innovativo in quanto è rivolto a tutti gli anziani ultra75enni riuscendo ad individuare l’isolamento sociale (la solitudine) degli anziani come un fattore di rischio specifico per la loro salute.
Per questo "cerca" fra tutti gli anziani, sopratutti nei periodi dell’anno più critici (estate e inverno) e non aspetta le segnalazioni come fanno normalmente i servizi sociali. Intorno agli anziani più a rischio il Programma promuove e sostiene le reti sociali urbane con un lavoro di promozione e di sensibilizzazione. Tutto questo con costi molto contenuti (mezzo euro al giorno per anziano).
Per saperne di più

mercoledì 19 settembre 2012

“Giovani europei per un mondo senza violenza” in pellegrinaggio ad Auschwitz con Sant'Egidio


E' giunta alla terza edizione, l'incontro internazionale dal titolo “Giovani europei per un mondo senza violenza” , organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio e che porterà 2.000 giovani europei ad Auschwitz, in Polonia. Un grande incontro di riflessione sull’antisemitismo e per dire no al razzismo e alla violenza che ancora oggi spesso sembrano riemergere nella nostra società. I giovani partecipanti provengono da otto paesi, specialmente dell’Europa orientale: oltre all’Italia, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Russia, Slovacchia, Ucraina e Ungheria.
Tre giorni di incontri, di riflessione e di visita ai luoghi dell'olocausto, che avranno il momento più significativo nella vista ad Auschwitz, luogo simbolo dell’orrore delle discriminazioni e nell'incontro con i testimoni, sopravvissuti dell’olocausto. Fra questi Rita Prigmore, donna sinta tedesca, sopravvisssuta allo sterminio nazista della seconda guerra mondiale che eliminò anche 500 mila zingari europei. Proprio recentemente, durante il recente incontro “Uomini e religioni” a Sarajevo, Rita ha raccontato la sua storia dolorosa. Deportata con la famiglia, fu sottoposta agli esperimenti sui gemelli del dottor Mengele che causarono la morte della sorellina Rolanda. Scampata alla morte, ha vissuto negli Stati Uniti e recentemente è tornata in Germania per gestire un'organizzazione di sinti per la difesa dei diritti umani.
Un'occasione per rendere i giovani europei protagonisti di quella che è certamente la sfida decisiva per l'Europa: la promozione della cultura del convivere e il riconoscere la dignità della differenza.

giovedì 6 settembre 2012

Al via domenica a Sarajevo il meeting per la pace della Comunità di Sant'Egidio

Domenica prossima a Sarajevo, la Comunità di Sant'Egidio darà il via al meeting "Living Together is the Future", Religioni e culture in dialogo per la pace. Già da qualche giorno fervono i preparativi e cresce il numero di persone che da varie parti di Europa sta convenendo in questa città simbolo della guerra balcanica e oggi della convivenza e del dialogo.
Per seguire l'evento è possibile collegarsi al sito della Comunità di Sant'Egidio : www.santegidio.org dove sarnno disponibili le dirette web degli eventi principali , gli interventi e le foto dell'evento che vedrà oltre all'assemblea plenaria di inaugurazione e alla cerimonia finale in piazza , anche numerosi (quasi trenta) Panel di approfondimento.
Leggi anche: http://www.comunitadisantegidio.info/public/news/x__newsreadpubNS.asp?IdNews=1138

domenica 2 settembre 2012

Una lunga estate con la Comunità di Sant'Egidio

E' stata una lunga estate calda. Ma in molti luoghi il calore è arrivato soprattutto dall'amicizia: quella di centinaia di giovani - e non solo - che hanno deciso quest'anno di contrastare la crisi con la solidarietà, e di trascorrere le vacanze estive con amici "speciali": i rom dei villaggi albanesi, i bambini dei centri nutrizionali in Malawi e in Mozambico, i senzatetto di Mosca, i rifugiati dei centri di accoglienza dell'Italia del Sud ... e altri ancora.

Mentre l'estate volge al termine, vi proponiamo di ripercorrere con noi questi itinerari, attraverso i seguenti articoli:

Gli “Amici della Comunità di Sant’Egidio” in vacanza con i poveri e gli anziani

Anche in Russia l'estate di solidarietà

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Sant'Egidio: I poveri al centro

Cosa si fa e cosa sipuò fare per i poveri in Ruanda: una conferenza a Kigali

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Educazione alla pace nei villaggi del Nord dell'Albania


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Un'estate con Sant'Egidio al Centro Nutrizionale Giovanni Paolo II

Sono 1000 i bambini che ogni giorno ricevono cibo, amicizia e cure

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Giovani per la pace con gli immigrati nel centro per richiedenti asilo di Crotone

L'integrazione si fa così: amicizia, giochi, e lezioni di italiano

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Estate di solidarietà in Albania

I racconti dei volontari che, da diverse città italiane ed europee, hanno impiegato il tempo delle vacanze in iniziative di solidarietà

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Da Sant'Egidio una nuova casa per Mario e Laina

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Festa per la fine del Ramadan in carcere: la offre un pasticcere ebreo

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Uno sguardo alla condizione delle carceri in Italia. Le iniziative di Sant'Egidio

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Bambini e ragazzi del programma di adozioni a distanza in vacanza

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Vacanze al centro Nutrizionale, per capire che "tutto può cambiare"

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Sant'Egidio in Indonesia e in Pakistan accoglie i poveri per la fine del Ramadan

In diverse città dei due grandi paesi musulmani, le Comunità hanno invitato bambini delle Scuole della Pace, senza dimora e malati a celebrare la fine del mese di digiuno
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Estate in Pakistan: gite in città con la Scuola della pace


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La Scuola della Pace di Sant'Egidio fra le tende di Mirandola, colpita dal terremoto

Leggi la news in IT | ES | CA
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Alluvione nelle Filippine: l'aiuto di Sant'Egidio

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Aperti per ferie: la solidarietà non va in vacanza

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Con i profughi siriani in Libano. Primi aiuti a Beirut e nella Bekaa

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Play music STOP violence!

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Sant'Egidio nella zona rurale del Bajo Lempa: centri e attività per l'infanzia

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Estate di solidarietà: festa nell’istituto per gli anziani e i disabili

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"Africa cocktail bar” a sostegno del programma DREAM

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